La Cassazione conferma la legittimità della clausola “simul stabunt, simul cadent” nel sistema dualistico, sottolineando l’autonomia statutaria nella disciplina del consiglio di sorveglianza.
La Cassazione, con sentenza 22341/2025, ha confermato che anche frasi volgari o di cattivo gusto pubblicate sui social possono avere valore diffamatorio se ledono la reputazione altrui.
La Cassazione ha stabilito che il licenziamento per malattia non è valido se la lavoratrice è in gravidanza, anche dopo il superamento del periodo di comporto.
La Cassazione distingue tra prededuzione, che incide su tutto il patrimonio, e rivendica, limitata a beni specifici.
La Cassazione equipara la monetizzazione del pegno al pagamento, rilevante ai fini della revocatoria fallimentare se avvenuta nel periodo sospetto.
La Cassazione ha ritenuto valida la clausola che affida a un arbitrato estero le controversie tra soci di una società italiana.
La Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il Jobs Act nella parte in cui non prevede la reintegrazione in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo risultato insussistente.
La Cassazione ha stabilito che commette reato di contraffazione chi riproduce forma e dimensioni di prodotti di marchi rinomati, anche senza apporvi il marchio stesso.
La Cassazione, con l’ordinanza n. 6925/2025, ribadisce che la Business Judgment Rule tutela le scelte gestorie degli amministratori solo se fondate su un processo decisionale ragionevole.
La Cassazione ha chiarito che, per valutare la non fallibilità di un’impresa, è rilevante l’intera documentazione disponibile, incluse scritture contabili e corrispondenza aziendale.