La Corte di giustizia UE (sentenza 18 dicembre 2025, C-168/24) ha stabilito che l’uso di un marchio patronimico ceduto non deve indurre in inganno il consumatore.
Il Tribunale di Bologna ha ritenuto illecito l’uso del marchio da parte dell’ex licenziatario dopo la fine della licenza, anche se ancora presente online.
La Cassazione ha stabilito che commette reato di contraffazione chi riproduce forma e dimensioni di prodotti di marchi rinomati, anche senza apporvi il marchio stesso.
La Cassazione tutela il marchio “debole” se resta la confondibilità con gli elementi distintivi.
Il Tribunale di Roma ha stabilito che l’originalità di un simbolo tutelato dal diritto d’autore prevale su un marchio registrato successivamente.
La coesistenza prolungata di due marchi può impedire l’annullamento se non pregiudica la funzione distintiva e sussiste buona fede.
Il Tribunale di Venezia ha stabilito che l’esclusione di un marchio di fatto dall’elenco dei beni fallimentari ne impedisce l’inclusione nell’attivo fallimentare.
La Sentenza n. 2249/2024 del Tribunale di Venezia tutela l’autenticità delle opere d’arte artigianali contro la contraffazione.
La Corte di Cassazione ha deciso sulle modalità di esercizio del diritto esclusivo dei contitolari di un marchio.
Ancora un'accusa per Shein, nota azienda di “fast fashion” cinese, accusata dalla casa di moda Uniqlo di violazione dei diritti di proprietà intellettuale e industriale su una propria borsa.