Riforma del settore bancario: siglato l’accordo provvisorio UE per l’attuazione delle riforme di Basilea III

Riforma del settore bancario: siglato l’accordo provvisorio UE per l’attuazione delle riforme di Basilea III
Nel contesto dell’implementazione delle riforme di Basilea III, la Presidenza del Consiglio e il Parlamento Europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio, reso noto con Comunicato stampa del 27 giugno, che riguarda le modifiche proposte per il Regolamento sui Requisiti Patrimoniali (CRR) e la Direttiva sui Requisiti Patrimoniali (CRD) nell’Unione Europea. Tali modifiche mirano a rafforzare il quadro regolamentare europeo nel settore bancario, promuovendo la stabilità finanziaria e la solidità delle istituzioni creditizie.
Contesto delle riforme e obiettivi dell’accordo provvisorio

Come recentemente affrontato in un precedente articolo, di cui forniamo il link di collegamento, le riforme di Basilea III rappresentano un ampio insieme di misure regolamentari, adottate a livello internazionale, volte a potenziare la resilienza del sistema bancario in seguito alla crisi finanziaria del 2008. Basilea III propone di affrontare le debolezze rilevate durante la crisi, in particolare quelle relative ai requisiti patrimoniali delle banche, al fine di ridurre il rischio sistemico e garantire una gestione adeguata del capitale bancario.

Le modifiche proposte per il CRR e il CRD

Le modifiche proposte per il Regolamento sui Requisiti Patrimoniali (CRR) e la Direttiva sui Requisiti Patrimoniali (CRD) riguardano diversi aspetti del quadro regolamentare, tra cui:

  1. Requisiti patrimoniali. Le modifiche introdotte mirano a rafforzare i requisiti patrimoniali delle banche, aumentando la quantità e la qualità del capitale richiesto per garantire una copertura adeguata dei rischi assunti dalle istituzioni creditizie. Inoltre, si prevede l’introduzione di meccanismi per la gestione del capitale in periodi di stress
  2. Leva finanziaria. L’accordo provvisorio menziona l’introduzione di misure per limitare l’eccessivo utilizzo della leva finanziaria da parte delle banche. L’obiettivo è, infatti, di ridurre il rischio di instabilità patrimoniale derivante da un’eccessiva leva finanziaria, promuovendo una gestione prudente del capitale e una maggiore resilienza delle istituzioni creditizie.
  3. Rischi. Sono state introdotte ulteriori novità di miglioramento per affrontare specificamente il rischio di credito, il rischio di mercato e il rischio operativo, nonché per garantire una migliore attuazione del principio di proporzionalità, con particolare enfasi sugli enti piccoli e non complessi.
Focus sull’Output Floor: la limitazione della variabilità dei livelli patrimoniali

Uno dei principali aspetti dell’accordo provvisorio riguarda l’output floor, che mira a limitare la variabilità dei livelli patrimoniali delle banche per il calcolo dei requisiti patrimoniali. Nello specifico l’output floor rappresenta un meccanismo che impone un livello minimo di requisiti patrimoniali calcolati utilizzando il metodo standard, al fine di garantire che i modelli interni utilizzati dalle banche non portino ad una sottostima eccessiva dei rischi. Lo strumento in parola costituisce un passaggio cruciale volto a garantire un maggior livello di uniformità e trasparenza nel calcolo dei requisiti patrimoniali delle banche operanti nell’ambito dell’Unione Europea, consentendo loro di tenere conto delle specificità dei rischi a cui sono esposte. Le modalità di attuazione dell’output floor sono state definite nell’accordo provvisorio, fornendo specifici chiarimenti sulla sua implementazione e sulle principali implicazioni per le banche.

Disposizioni transitorie

Un altro punto di rilievo nell’accordo provvisorio sono le disposizioni transitorie che consentono agli operatori del mercato di adeguarsi alle nuove regole con tempi sufficienti. Tali disposizioni sono fondamentali per garantire una transizione agevole verso i nuovi requisiti patrimoniali e al fine di evitare impatti eccessivamente negativi sulle attività bancarie. Nello specifico, le disposizioni transitorie prevedono un periodo di adeguamento graduale, consentendo alle istituzioni finanziarie di apportare le modifiche necessarie ai loro modelli interni, processi e sistemi in modo efficace preservando la continuità delle operazioni bancarie durante la fase di implementazione delle modifiche.

Avv. Micol Marino

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