NOYB: in fase di avvio una “class action” contro CRIF per presunte violazioni nel calcolo dello “score” creditizio

NOYB: in fase di avvio una “class action” contro CRIF per presunte violazioni nel calcolo dello “score” creditizio
L’associazione senza scopo di lucro austriaca “NOYB”, presieduta da Max Schrems, ha annunciato l’imminente avvio di una class action con il fine di appurare i criteri mediante i quali CRIF assegna i valori per calcolare lo “score” creditizio. Il sospetto è che il trattamento dei dati personali volto ad individuare i punteggi sia condotto in maniera estremamente sommaria ed in violazione del GDPR e che, per l’effetto, venga generato uno score “errato”, con conseguenze pregiudizievoli per i soggetti coinvolti. 

Quali sono le accuse mosse da NOYB?

Secondo quanto sostenuto da NOYB, e in prima linea, dal suo presidente, la società che gestisce il principale sistema di informazioni creditizie – e che risulta particolarmente attiva anche in Austria – avrebbe creato un registro contenente i dati del 90% della popolazione austriaca, con l’attribuzione di punteggi che determinano la possibilità per tali soggetti di accedere o meno alla sottoscrizione di contratti di varia natura (energia, telefonia mobile). Il problema principale è che il punteggio viene calcolato unicamente in base a età, genere e indirizzo di residenza, vanificando l’oggettività e la funzione dello stesso. Secondo Schrems, è anche possibile che la stessa persona riceva punteggi estremamente diversi a seconda del luogo di consegna di un ordine, circostanza che non dovrebbe incidere, in alcun modo, sulla relativa solvibilità/affidabilità creditizia.

Perché, secondo NOYB, le pratiche di CRIF sarebbero illegali?

CRIF sostiene che i dati contenuti nei propri database coprano solo il 10% dei cittadini austriaci. Dalle ricerche condotte da NOYB, invece, il dato sarebbe ben più alto, giungendo fino al 90%. Per queste ragioni, l’associazione sostiene che, per la restante popolazione, CRIF calcola un punteggio basandosi esclusivamente sui dati presenti nella richiesta, “inventando” score da trasmettere ai principali operatori di mercato per consentir loro di accettare o rifiutare le richieste di servizi. L’associazione è venuta a conoscenza di numerosi casi in cui i soggetti hanno visto attribuirsi punteggi con razionali “discutibili”: tra gli esempi menzionati da Schrems, un diciannovenne che svolgeva il servizio civile veniva considerato “altamente” affidabile, a differenza di dipendenti universitari ben pagati. Nella banca dati CRIF sono stati rinvenuti addirittura dati riferibili a persone ormai defunte, oltre ad indirizzi obsoleti, aspetti che hanno sollevato dubbi sulla qualità dei dati. Spesso, chi è coinvolto non è nemmeno consapevole che i propri dati siano raccolti e trattati da CRIF.

Per questo, secondo quanto sostenuto da NOYB, le informazioni sarebbero state raccolte illegalmente. Ad esempio, una grande parte delle informazioni utilizzate per i punteggi di credito proverrebbe dalla società austriaca “AZ Direct”, che, secondo quanto prescritto dalla normativa interna, può trasmettere i dati unicamente per scopi di marketing. Il caso in esame, inoltre, si lega ad altro contenzioso, tuttora in corso, volto a dimostrare la presunta illegalità delle azioni condotte da CRIF per arricchire la propria base dati. Ma, secondo NOYB, il trattamento condotto da CRIF sarebbe illegale anche per l’invocazione della base giuridica del legittimo interesse, non adeguatamente sostenuto, e per la scarsa trasparenza sull’indicazione dei periodi di conservazione dei dati. L’iniziativa portata avanti da Schrems sta assumendo particolare risonanza anche in forza del fatto che, tra i clienti di CRIF, figurerebbero alcuni tra i più importanti operatori di telefonia mobile e fornitori di energia elettrica austriaci, oltre a Zalando e al fornitore di servizi di pagamento Klarna.

E se la class action venisse avviata?

Qualora il procedimento venisse avviato e giungesse ad un esito positivo, NOYB stima un risarcimento di circa 500 euro per ciascun interessato coinvolto, oltre al fatto che si tratterebbe di una delle class action numericamente più rilevanti mai intentate.

Avv. Rossella Bucca

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