Distribuzione degli utili senza delibera assembleare: illegittima anche in caso di compensazione: Cassazione 9458/2021

Distribuzione degli utili senza delibera assembleare: illegittima anche in caso di compensazione: Cassazione 9458/2021

Benché il socio abbia il diritto alla ripartizione degli utili, egli non può disporre di tale diritto senza che sia intervenuta una previa delibera assembleare di distribuzione degli stessi. Pertanto, l'attività dell'amministratore che utilizzi tali utili per colmare un precedente credito maturato nei confronti di un socio è considerata illegittima. Lo ribadisce la Cassazione con ordinanza n. 9458 pubblicata il 9 aprile scorso.

Diritto del socio alla distribuzione degli utili

La giurisprudenza è unanime nel ritenere che il diritto del socio a percepire gli utili sotto forma di dividendi acquista la caratteristica di un vero e proprio diritto di credito solamente a seguito della deliberazione assembleare che dispone l' erogazione ai soci degli utili realizzati. Pertanto, prima che intervenga tale delibera, il socio risulta essere semplicemente titolare di un'utilizzo di mero fatto nei confronti della società, visto e considerato che nessuno degli elementi della fattispecie (quali, ad esempio, la chiusura dell'esercizio sociale, ovvero l 'approvazione del bilancio o l'assenza di perdite di capitale) si è ancora verificata.

Distribuzione degli utili a fini compensativi

Il principio è stato nuovamente ribadito nell'ordinanza della Cassazione dello scorso aprile, nella quale è stato confermato che gli utili restano parte del patrimonio sociale fino a quando l'assemblea non ne disponga, eventualmente, la distribuzione a favore dei soci. Per di più, la sottrazione indebita di tali utili ad opera dell'amministratore lede il patrimonio sociale , e alla stessa conclusione si arriva altresì nel caso in cui detti utili siano impiegati dall'organo gestorio al fine di abbattere il debito di un socio nei confronti della società stessa.

Il caso in esame

L'operazione di compensazione , posta in essere dagli amministratori e finalizzata a colmare il debito di un socio, aveva causato un danno patrimoniale alla società, non essendo stata deliberata la distribuzione degli utili utilizzati a tal fine. La Corte, a tal proposito, ha in aggiunta sottolineato che l'' illegittima sottrazione delle somme corrispondenti agli utili non distribuiti ai soci genererebbe una altrettanto illegittima duplicazione del risarcimento del danno derivante dalle condotte inadempienti dell'organo gestorio, che però, a detta della Suprema Corte, non potrebbe essere valorizzata quale ulteriore voce di danno.

 

Avv. Andrea Bernasconi e Dott.ssa Evita Zaccaria

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