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28 Agosto 2020
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Le clausole statutarie che pongono un tetto massimo alla distribuzione agli utili – Massima n.189 Consiglio Notarile di Milano

Nelle società di capitali uno dei maggiori interessi dei soci è quello della distribuzione agli utili realizzati nello svolgimento dell’attività di impresa. La salvaguardia di tali interessi è assicurata dal noto principio del divieto del patto leonino, che sanziona con la nullità la clausola, statutaria o inserita in un accordo parasociale, che prevede l’esclusione di uno o più soci dalla totale partecipazione agli utili o alle perdite.
 
La massima

Ciò premesso, la recente massima n.189 del Consiglio Notarile Milanese, si segnala per aver affermato la legittimità delle clausole statutarie di s.p.a. e s.r.l. “che pongono un tetto massimo al diritto agli utili”.

Il Consiglio, ha argomentato tale principio, con tre esempi di clausole ritenute legittime, in particolare si riferisce alle clausole che pongono un limite espresso in misura assoluta alla percezione degli utili di esercizio. Sono altresì ritenute legittime le clausole che pongono un limite relativo, assumendo come parametro di riferimento voci di bilancio variabili “per natura” nell’esercizio dell’attività di impresa, quali patrimonio netto o capitale sociale. Ultima fattispecie, menzionata dai Notai milanesi, si riferisce ai limiti massimi temporali, “prevedendo che gli utili di una categoria di azioni o di quote o di determinate quote spettino a decorrere da una determinata data”.

Da quanto appena evidenziato, discende che possono ritenersi legittime ed efficaci le clausole statutarie tali da configurare, a decorrere da un determinato momento della vita della società, “categorie di azioni o di quote del tutto prive del diritto all’utile per l’intera durata residua della società” tali clausole potranno considerarsi legittime allorquando sussistano comunque ulteriori diritti patrimoniali, quali il diritto alla distribuzione di riserve e/o alla distribuzione del residuo attivo di liquidazione.

Avv.ti Andrea Bernasconi e Teresa Cacciapaglia