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18 Febbraio 2021
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Interpretazione della volontà abdicativa nelle rinunce e transazioni

Una dichiarazione di rinuncia riferita in termini generici ad una serie di titoli di pretese in astratto ipotizzabili può assumere il valore di rinuncia o di transazione alla condizione che risulti accertato, sulla base dell’interpretazione del documento o per il concorso di altre specifiche circostanze desumibili aliunde, che essa sia stata rilasciata con la consapevolezza di diritti determinati od obiettivamente determinabili e con il cosciente intento di abdicarvi o di transigere sui medesimi. Lo ha ribadito la Suprema Corte con ordinanza n. 558 del 14 gennaio 2021.
Il caso

Gli eredi di un lavoratore deceduto a causa di un carcinoma polmonare contratto a seguito dell’esposizione a fibre di amianto adivano il Tribunale di Crotone al fine di richiedere la condanna della società datrice di lavoro al risarcimento del danno biologico.

La Corte di appello di Catanzaro, adita dagli eredi, in riforma della sentenza del Tribunale di Crotone, accoglieva la domanda di risarcimento del danno biologico derivante dall’esposizione ad amianto ed ad altre sostanze morbigene sul luogo di lavoro e riteneva ammissibile la domanda nonostante la stipula della conciliazione con la quale il lavoratore aveva rinunciato ad ogni diritto o azione inerente all’intercorso rapporto di lavoro.

Avverso la detta sentenza la società proponeva ricorso per cassazione affidato a cinque motivi.

La decisione della Corte

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società rilevando che il diritto al risarcimento del danno non poteva essere oggetto di transazione giacché al momento della stipula del negozio non era ancora insorto e comunque in ragione della genericità della conciliazione.

La Suprema Corte ha, quindi, richiamato il proprio orientamento secondo cui una dichiarazione di rinuncia riferita in termini generici ad una serie di titoli di pretese in astratto ipotizzabili in relazione alla prestazione di lavoro subordinato e alla conclusione del relativo rapporto può assumere il valore di rinuncia o di transazione alla condizione che risulti accertato, sulla base dell’interpretazione del documento o per il concorso di altre specifiche circostanze desumibili anche aliunde, che essa sia stata rilasciata con la consapevolezza di diritti determinati od obiettivamente determinabili e con il cosciente intento di abdicarvi o di transigere sui medesimi.

Avv. Francesca Frezza