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23 Aprile 2021
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Il sistema di attrazione di investimenti esteri

Il 20 aprile scorso si è tenuta la prima riunione della sessione straordinaria del Comitato Direttivo per l’Attrazione degli Investimenti Esteri (CAIE), dedicata all’attrazione di Investimenti Diretti Esteri (IDE) a sostegno della crescita economica e occupazionale dell’Italia post Covid-19. Il programma di rilancio del “Made in Italy” è stato quindi dettagliato nel documento conclusivo predisposto al termine dei lavori.
Gli investimenti diretti esteri

Come conseguenza della pandemia, gli investimenti esteri verso l’Italia sono diminuiti del 30%. Per rafforzare il sistema imprenditoriale italiano, è senz’altro importante agevolare l’export e gli investimenti delle società italiane all’estero, tuttavia, per mantenere una crescita costante di lungo periodo, è fondamentale favorire le partecipazioni delle società straniere nelle aziende italiane. Gli IDE rappresentano, pertanto, un driver strategico per la crescita economica, non solo in termini di produttività, ma anche in termini di sviluppo sociale.

Il sistema AIE e il piano strategico del CAIE

Il CAIE ha la funzione di formulare proposte per rendere più efficaci le attività di attrazione degli investimenti esteri. Ha, pertanto, predisposto per l’Italia un pacchetto di proposte incentrato sulla valorizzazione dell’offerta settoriale, lo scouting dei potenziali investitori attraverso il supporto della rete diplomatico-consolare e delle Camere di Commercio italiane all’estero, la semplificazione normativa, la valorizzazione delle opportunità di investimento e l’agevolazione della collaborazione con le amministrazioni regionali e locali. I settori target sono l’energy, il Made in Italy, turismo e cultura e le infrastrutture digitali.

Gli obiettivi

L’obiettivo principale della riunione tenutasi lo scorso 20 aprile è quello di investire il CAIE di un ruolo decisionale nell’identificare la strategia italiana sugli investimenti esteri in termini di settori, di territori e di tecnologie e, sulla base di queste premesse, selezionare i progetti prioritari da sottoporre ai potenziali investitori esteri.

In tale ottica risulta fondamentale una collaborazione strategica della politica, che dovrà puntare sulla spinta tecnologica, rivolgere l’attenzione alla promozione della produzione nei territori, rafforzando la correlazione tra l’internazionalizzazione e l’innovazione e favorendo gli incentivi fiscali, lo sblocco delle zone economiche, soprattutto al sud, ed altresì agevolare il rimpatrio delle produzioni delocalizzate.

Avv. Andrea Bernasconi e avv. Teresa Cacciapaglia