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3 Aprile 2020
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Emergenza Covid-19: l’impatto della pandemia sull’industria dell’intrattenimento

Avv. Alessandro La Rosa

Nell’ambito socio-economico italiano, è indubbia l’importanza rivestita dal settore dell’intrattenimento, il quale costituisce il core business di circa 8500 imprese e registra, tra diretti e indiretti, 173 mila posti di lavoro complessivi generati da cinema e audiovisivo[1]; il solo settore cinematografico nazionale, nello specifico, genera un giro d’affari pari a circa 4 miliardi di euro annui e vede attive oltre 2000 realtà aziendali[2].

Come tanti altri, anche questo comparto sta soffrendo per l’impatto della pandemia attualmente in corso causata dal c.d. Covid-19, contando che –come tristemente risaputo- l’Italia risulta essere uno dei paesi ad oggi maggiormente colpiti, su scala mondiale.

Nello specifico, per quanto riguarda il settore cinematografico, si tratterebbe addirittura di una percentuale pari al -95,41% di incassi, rispetto ai dati riferiti al medesimo periodo del 2019[3].

Per di più, il pericolo invisibile che si nasconde dietro l’angolo è costituito dalla pirateria digitale: il timore è che, non potendo andare al cinema, gli utenti si rivolgano sempre di più a servizi illeciti.

E’ dunque evidente che il comparto dovrà trovare il modo di evolversi per affrontare le sfide che questa grave situazione sta generando. Una delle prime aziende a reagire all’emergenza è stata l’americana NBC-Universal, parte del Gruppo Comcast. L’azienda ha difatti annunciato, con successivi comunicati (il primo è del 16 marzo 2020), che –considerata l’attuale difficoltà o addirittura l’impossibilità per gli spettatori di recarsi nella sale cinematografiche- “renderà i suoi film accessibili nelle case lo stesso giorno dell’uscita in sala”.

Precisamente, l’azienda ha deciso di abolire la forbice di tempo pari a novanta giorni, fra l’uscita del film nelle sale e la successiva distribuzione non-theatrical attraverso proprie piattaforme (tra cui SKY) o piattaforme terze, fra cui iTunes ed Amazon Prime Video: i contenuti audiovisivi saranno disponibili sulle piattaforme on demand simultaneamente all’uscita nella sale (anche nei territori in cui i cinema sono ancora accessibili).

Il modello proposto dalla NBC-Universal sopra illustrato potrebbe essere utilizzato anche dalle case di produzione cinematografiche italiane.

Soprattutto perché, come anticipato, si corre il rischio che lo spettatore, nell’assenza di alternative legali, si rivolga altrove ed in particolare ai servizi ed ai portali che permettono lo streaming o il download illecito delle opere, in contemporanea o quasi con la loro uscita nei cinema. È molto probabile quindi che in questo periodo rischi di aumentare la già alta percentuale di italiani che fruisce di servizi illegali.

Come abbiamo già illustrato in precedenza (qui), l’obiettivo di garantire una tutela effettiva ed efficace contro atti di pirateria, addirittura prima della distribuzione nelle sale, è stato pienamente raggiunto in relazione all’ultimo recentissimo film di Checco Zalone (“Tolo Tolo”).

[1] Rapporto ANICA su Cinema e Audiovisivo 2019.

[2] Fonte, il “Sole24Ore”, articolo del 24.9.2019, “https://www.ilsole24ore.com/art/industria-cinema-business-2mila-imprese-e-4-miliardi-ricavi-ACiPcPm”.

[3] Dati ufficiale Cinetel s.r.l..