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3 Settembre 2021
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Decreto MEF n. 114/2021: istituzione del registro dei pegni mobiliari non possessori

Il 10 agosto 2021 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto 25 maggio 2021 n. 114 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, contenente il regolamento concernente l’istituzione del registro dei pegni mobiliari non possessori.
Il pegno mobiliare non possessorio ai sensi del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59

L’istituto del pegno mobiliare non possessorio è disciplinato dall’art. 1 del Decreto-Legge n. 59/2016 (convertito con Legge n. 119/2016). Trattasi della possibilità, accordata esclusivamente ad “imprenditori iscritti a registro delle imprese”, di porre a garanzia di un credito loro concesso “beni mobili destinati all’esercizio dell’impresa, a esclusione dei beni mobili registrati”, senza doverli materialmente consegnare al creditore garantito.

La deroga allo spossessamento trova la sua ratio principalmente nella natura dell’oggetto del pegno: può infatti ben darsi che si tratti di beni funzionali all’attività di impresa, necessari quindi affinché questa possa essere esercitata.

Le caratteristiche dell’istituto

La costituzione di un pegno non possessorio è permessa solo a fronte di “crediti inerenti all’esercizio dell’impresa”, e può avere ad oggetto solo beni essi stessi “destinati all’esercizio dell’impresa”, purché non rientranti nella categoria dei beni registrati. Altra caratteristica di questa tipologia di pegno è la sua naturale rotatività. Infatti, restando il bene nella disponibilità del debitore, quest’ultimo ne può disporre liberamente. Laddove ciò avvenga, tuttavia, si pone la necessità di tutelare il creditore garantito: ciò avviene mediante il trasferimento della garanzia dal bene originario al corrispettivo della cessione, oppure, in alternativa, al bene sostitutivo, il tutto “senza che ciò comporti costituzione di una nuova garanzia”.

La costituzione del pegno non possessorio deve avvenire, a pena di nullità, mediante atto scritto.

Per la sua opponibilità ai terzi, il pegno non possessorio deve poi essere iscritto in apposito registro istituito presso l’Agenzia delle Entrate.

Il decreto MEF n. 114/2021

A cinque anni dall’emissione e pubblicazione del D.L. n. 59/2016, è stato infine emesso e pubblicato il Decreto che istituisce e regolamenta il predetto registro dei pegni non possessori, indispensabile ai fini dell’opponibilità ai terzi di tale innovativa forma di garanzia.

Ai sensi dell’art. 1 del Decreto, il registro è informatizzato e gestito da un conservatore che si trova a Roma, e deve essere realizzato entro 8 mesi dall’entrata in vigore del Decreto stesso.

Tra i beni suscettibili di costituire oggetto di pegno non possessorio vi sono anche le partecipazioni societarie: ai sensi dell’art. 3, co. 2, lett. i), n. 6, infatti, nella domanda di iscrizione del pegno vanno indicati, inter alia, anche “la natura, la quantità e gli estremi identificativi delle azioni, ovvero delle partecipazioni gravate”.

Avv. Andrea Bernasconi e Avv. Martina Caldelari