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17 Febbraio 2021
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Conto corrente bancario e interessi usurari

Il correntista, il quale agisca in giudizio per la ripetizione delle somme illegittimamente addebitategli dalla banca a titolo di interessi usurari, è tenuto a provare sia gli avvenuti pagamenti che la relativa mancanza di una valida causa debendi. La banca convenuta è gravata unicamente della prova dell’eventuale riconducibilità dei pagamenti ad altra fonte di debito.
Azione di ripetizione di indebito proposta dal correntista e riparto dell’onere probatorio

Il correntista, il quale agisca in giudizio per la ripetizione delle somme illegittimamente addebitategli dalla banca a titolo di interessi usurari previo accertamento della nullità delle clausole contrattuali che prevedono la corresponsione dei detti interessi, è tenuto a fornire la prova sia degli avvenuti pagamenti che della mancanza, rispetto a essi, di una valida causa debendi. È, altresì, gravato dell’onere di documentare l’andamento del rapporto con la produzione di tutti gli estratti conto che evidenziano le singole rimesse suscettibili di ripetizione in quanto riferite a somme non dovute (Cass. civ., Sez. VI, 13 gennaio 2021, n. 450).

Con precipuo riferimento al riparto dell’onere probatorio la banca è gravata unicamente della prova dell’eventuale riconducibilità dei pagamenti contestati dal correntista ad altra fonte di debito con la conseguenza che il correntista non può invocare il principio di acquisizione probatoria e ove gli estratti conto siano stati prodotti dalla banca in ottemperanza all’ordine giudiziale di esibizione emesso in assenza dei presupposti richiesti dall’articolo 210 cod. proc. civ.: gli estratti conto in tal modo acquisiti si appalesano inutilizzabili a sostegno della pretesa azionata dal correntista-attore (Cass. civ., Sez. VI, 13 gennaio 2021, n. 450).

Al correntista non è, altresì, consentito invocare il principio di vicinanza della prova in quanto il fatto da provare (id est, l’andamento del conto corrente) non rientra – esclusivamente o prevalentemente – nel dominio di una delle parti processuali (Cass. civ., Sez. VI, 13 gennaio 2021, n. 450).

Avv. Rossana Mininno