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Liberalizzazione della gestione collettiva dei diritti d’autore: la Corte Costituzionale legittima il ricorso alla decretazione d’urgenza

La Consulta è tornata sulla questione di legittimità costituzionale della norma che ha liberalizzato il mercato degli organismi di gestione collettiva dichiarandone l’infondatezza.

Il ricorso alla decretazione d’urgenza per disciplinare l’intermediazione dei diritti d’autore, anche in favore di organismi di gestione collettiva diversi dalla SIAE, era sorretto “da adeguate ragioni di necessità e urgenza”.

È quanto affermato dalla Corte Costituzionale con sentenza 9 giugno–13 luglio 2020, n. 149, la quale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale delle modifiche apportate all’art. 15-bis, comma 2-ter, della legge sul diritto d’autore n. 633/1941, aggiungendo dopo le parole «Società italiana degli autori e degli editori» le seguenti: «e gli altri organismi di gestione collettiva», ponendo così uno stop al monopolio della SIAE nell’attività d’intermediazione del diritto d’autore.

Sul punto, come ricordato dalla Corte Costituzionale, la Direzione generale UE “Reti di comunicazione e contenuti delle tecnologie” si era già pronunciata nel 2017 segnalando al Governo italiano l’opportunità di riconsiderare il regime di monopolio della SIAE in materia di gestione collettiva del diritto d’autore; anche la Corte di giustizia dell’Unione europea, con la sentenza 27 febbraio 2014, C-351/12, aveva affermato sulla base del diritto comunitario allora vigente la compatibilità tra la gestione obbligatoria dei diritti d’autore e il principio di libera prestazione dei servizi. Gettando le basi per la progressiva erosione dei monopoli legali.

Spiegano i giudici della Consulta che, con la disposizione censurata, il Governo è intervenuto sul monopolio della SIAE che aveva già destato dubbi di compatibilità con il diritto europeo, non ancora tradotti in una procedura d’infrazione, che il Governo ha in questo modo evitato.

Alla pronuncia della Corte Costituzionale è seguita la reazione di Soundreef, collecting privata che negli ultimi anni ha ingaggiato diverse liti giudiziarie con la SIAE: «Accogliamo con entusiasmo la pronuncia della Corte Costituzionale sulla decisione che indica in modo inequivocabile la strada verso una completa liberalizzazione del sistema di intermediazione dei diritti d’autore».

Avv. Alessandro La Rosa