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Decreto Rilancio: le nuove misure di sostegno alle imprese

Nella nuova fase di ripresa economica, il Decreto Rilancio stanzia 55 miliardi di euro con misure volte al sostegno alle imprese ed agli altri operatori economici con partita IVA. L’obiettivo è quello di rispondere alle esigenze delle imprese e dei lavoratori colpiti dalla crisi economica causata dal Covid-19. Questi i principali interventi.
 
Incremento Fondo di Garanzia per le PMI

Il Decreto Rilancio finanzia con 4 miliardi il Fondo di Garanzia per le PMI, la cui dotazione finanziaria era già stata potenziata dal Decreto Liquidità, per un totale di circa 7 miliardi. 

Ricapitalizzazione delle imprese

Le società, con un fatturato annuo compreso tra i 5 e i 50 milioni di euro, possono ottenere un credito d’imposta del 20% del conferimento effettuato per l’aumento del capitale sociale.

Per poterne beneficiare, l’aumento di capitale deve essere a pagamento e integralmente versato. Inoltre, deve essere stato deliberato ed eseguito dopo l’entrata in vigore del decreto.

Costituzione del Patrimonio Rilancio

Il decreto autorizza Cassa Depositi e Prestiti alla costituzione di un patrimonio destinato c.d. “Patrimonio Rilancio”. A detto patrimonio sono infatti apportati beni e rapporti giuridici dal Ministero dell’economia e delle finanze. Le risorse saranno utilizzate per il rilancio del sistema economico produttivo italiano.

Nel dettaglio, possono beneficiare del patrimonio destinato società per azioni che hanno sede legale in Italia e che presentano un fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro, eccetto  quelle che operano nel settore bancario, finanziario o assicurativo.

Contributi a fondo perduto

Il decreto introduce contributi a fondo perduto (pari a 6 miliardi) a favore di società e lavoratori autonomi, titolari di partita IVA, con fatturato/ricavi inferiori a 5 milioni di euro nell’ultimo periodo di imposta. 

Tale contributo, in particolare, può essere richiesto da colui che dimostra di avere avuto un fatturato nel mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato del mese di aprirle 2019. Quei soggetti, invece, che hanno iniziato l’attività a partire dal 1 gennaio 2019, possono richiedere il contributo anche in assenza del requisito del calo del fatturato.

Infine, il contributo non concorrerà alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e sarà erogato dall’Agenzia delle Entrate.

Pagamento dei debiti della PA

Il decreto stanzia 12 miliardi di euro per i debiti commerciali degli enti locali, delle Regioni e delle Province autonome nei confronti delle imprese.

Avv. Daniele Franzini

PMI Innovative: Fondo di Garanzia più accessibile

Accesso semplificato al Fondo di Garanzia per le PMI innovative. Lo regolamenta il decreto interministeriale Sviluppo Economico- Economia e Finanze del 23 marzo 2016, pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale”n.114 il 17 maggio scorso. Il Dl n. 3/2015 ha esteso gran parte delle agevolazioni riservate alle start-up innovative a tutte le PMI innovative. La procedura di accesso al Fondo di Garanzia viene, di fatto, molto facilitata: in sostanza, le PMI potranno accedere alle agevolazioni senza necessità che l’istruttoria sul merito creditizio sia condotta dal gestore del Fondo. Il compito è, infatti, delegato alla stessa banca che eroga il finanziamento (garantito fino all’80% dal Fondo) o al Confidi adito. Alla procedura semplificata, da oggi, possono accedere le PMI innovative che rientrano nella Fascia 1 o nella Fascia 2 di valutazione e sempre che il soggetto finanziatore, in relazione all’importo dell’operazione finanziaria, non acquisisca alcuna garanzia, reale, assicurativa o bancaria, ad eccezione delle garanzie personali o concesse dai Confidi e dagli altri fondi di garanzia. L’importo massimo complessivamente oggetto di garanzia per ogni PMI innovativa è pari a 2,5 milioni di euro, da utilizzare eventualmente attraverso più operazioni.

Spinta all’innovazione nel 2016: le agevolazioni per Pmi e startup

Avv. Milena Prisco

Il pacchetto di norme a firma di ministero dell’Economia, Ministero dello Sviluppo Economico e Consob, di recente emanazione, ha introdotto rilevanti novità per le startup e le Pmi innovative principalmente volte ad incoraggiare gli investimenti ed a facilitare l’accesso al equity crowdfunding.

La prima novità, auspicata ed attesa dagli investitori, riguarda l’estensione a tutto il 2016 delle agevolazioni riservate a chi investe in startup innovative: per le persone fisiche è prevista la detrazione del 19% degli investimenti nel capitale per importi fino a 500 mila euro, per i soggetti Ires la deduzione pari al 20% dei conferimenti sempre nel capitale fino a 1,8 milioni euro; questi incentivi valgono sia in caso di investimenti diretti in startup, sia indiretti per il tramite di OICR e altre società che investono prevalentemente in startup. Il beneficio fiscale è poi maggiore se l’investimento riguarda le startup a vocazione sociale e quelle che sviluppano e commercializzano prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico (detrazione Irpef al 25%; deduzione dall’imponibile Ires al 27%). La seconda novità è rappresentata dall’innalzamento della soglia di investimenti ammissibili da 2,5 milioni a 15 milioni per ciascuna start up innovativa. Pur tuttavia, l’agevolazione permane a condizione che l’investimento venga mantenuto non più per un periodo di due anni ma di tre anni, pena la decadenza dal regime agevolato.

Sull’onda delle prassi anglosassoni è stata introdotta la possibilità di costituire una startup innovativa mediante una procedura online con tanto di statuto ed atto costitutivo da sottoscrivere con firma digitale e presentare al Registro delle imprese per le verifiche dei requisiti entro 20 giorni dall’ultima sottoscrizione. In caso di esito positivo delle verifiche si procede all’iscrizione: il termine può essere ridotto della metà se la startup sceglie di fare autenticare le firme da un notaio, al quale a quel punto spetterebbero i controlli sui requisiti. Una volta che verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo del Mise con i modelli standard di atto costitutivo e statuto si comprenderà se ed in che misura questa semplificazione non limiti di fatto (come è avvenuto per le s.r.l. semplificate) la possibilità per i soci di avere uno statuto “su misura” che risponda alle esigenze della startup.

Ed ancora, è stato facilitato l’accesso delle Pmi innovative al Fondo di Garanzia: una nuova possibilità per le piccole e medie imprese i cui requisiti relativi al merito creditizio verranno valutati dalla banca o dall’ente finanziatore e non più il gestore del fondo stesso, come accadeva in passato.

Infine, con la delibera n. 19520 del 24 febbraio 2016 la Consob ha introdotto significative novità è nelle modalità di accesso all’equity crowdfunding da parte di startup innovative, con l’obiettivo di ridurre i costi e semplificare le procedure. A verificare il rispetto dei requisiti per gli investimenti saranno “al posto delle banche“ gli stessi gestori dei portali online per la raccolta di capitali di rischio. Sono state poi introdotte nuove figure di soggetti finanziatori che potranno partecipare all’equity crowdfunding: gli “investitori professionali su richiesta” e gli “investitori a supporto dell’innovazione”.

Le misure introdotte vanno sicuramente nella direzione di favorire gli investimenti in startup e Pmi innovative a riprova del fatto che le istanze degli investitori e dei diversi attori dell’ecosistema innovazione sono diventate sempre più pressanti.