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Fase 2: quali misure per il ritorno sui luoghi di lavoro?

Il 4 maggio è iniziata in Italia la “Fase 2”. A fronte dell’individuazione da parte del Governo degli specifici settori merceologici, quali misure sono tenuti ad adottare i datori di lavoro per consentire il ritorno in sicurezza? A seguito dell’aggiornamento del “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” abbiamo predisposto alcune FAQ per le aziende.

Il 24 aprile 2020 è stato aggiornato il Protocollo del 14 marzo (poi confluito nel DPCM del 26.4.2020 sub allegato 6), in vista dell’inizio della “Fase 2”. Difatti, a seguito del primo Protocollo, con DPCM del 10 aprile 2020, il Governo ha istituito un Comitato di esperti in materia economica e sociale. Il Comitato ha elaborato le misure necessarie a fronteggiare l’emergenza e per una ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive, e ha tracciato le linee guida per l’aggiornamento del predetto protocollo sulla sicurezza dei lavoratori. Il nuovo Protocollo recepisce il documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione reso disponibile dall’INAIL il 23 aprile 2020.

Le attività produttive individuate dai provvedimenti emanati possono fare ritorno sui luoghi di lavoro purché sia attuato il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile (smart working) per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza. I datori di lavoro, inoltre, dovranno incentivare le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva, oltre a sospendere le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione. Infine, dovranno applicare protocolli di sicurezza anti-contagio che prevedano l’adozione di strumenti di protezione individuale in ogni caso in cui non sia possibile garantire il distanziamento sociale.

Per fare chiarezza sulle misure da adottare per un ritorno in sicurezza, il nostro Studio ha predisposto apposite FAQ.

Si segnala, inoltre, come in data 4 maggio 2020 il Garante per la protezione dei dati personali abbia fornito chiarimenti anche in relazione al trattamento di dati personali posto in essere per finalità di prevenzione e contenimento del contagio in ambito lavorativo, pubblico e privato, con apposite FAQ.

Avv.ti Vincenzo Colarocco e Chiara Benvenuto