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Giudici robot e giustizia predittiva: come l’i.a. entra nell’ambito giudiziario

Avv. Vincenzo Colarocco

Una rivoluzione in ambito giudiziario si sta compiendo in Estonia sotto la guida e la supervisione dell’esperto di intelligenza artificiale Ott Velsberg. Fine ultimo del progetto sarebbe quello di garantire celerità e certezza dei procedimenti giudiziari (con valore di causa inferiore ad € 7.000,00) mediante l’affidamento degli stessi ad un giudice robot. Le decisioni, quindi, potranno essere prese quasi in tempo reale mediante un’intelligenza artificiale evoluta che utilizza tutte le cognizioni -da codici e leggi a giurisprudenza e prassi- affiancandole ad una memoria che non potrebbe rintracciarsi in nessun umano. È comunque previsto uno strumento di gravame nel caso di decisioni manifestamente illogiche, in tal caso dinanzi ad un altro giudice, questa volta in carne ed ossa. Non un sogno ma un progetto sul quale si sta lavorando in maniera concreta e che dovrebbe vedere il raggiungimento di un primo step entro la fine dell’anno.

Ben più lontano dal progetto estone quanto attualmente si registra nel contesto italiano dove, ancora distanti dall’idea di un giudice robot e dall’ingresso dell’intelligenza artificiale in veste “giudicante”, si segnalano comunque dei primi progetti legati alla c.d. “giustizia predittiva”. La Corte d’Appello di Brescia, infatti, in collaborazione con l’Università di Brescia (Dipartimenti Giurisprudenza e Statistica), si sta da tempo adoperando per creare una banca dati di provvedimenti da cui estrarre orientamenti e casistiche. Il presidente della Corte d’Appello di Brescia, Dott. Claudio Castelli, attento alle prospettive offerte dall’intelligenza artificiale applicata all’ambito giudiziario, ha sottolineato che l’obiettivo dell’iniziativa in esame è quello di fornire agli operatori del diritto una banca dati ragionata e trasparente, da cui possano emergere orientamenti giurisprudenziali, di casistica, di tempistica e tutti quegli elementi che possano essere valutati per adottare le opportune precipue decisioni. Il Dott. Castelli si è inoltre mostrato consapevole che, allo stato attuale, risulta difficile immaginare sbocchi ulteriori e più significativi dell’I.A. nel contesto giudiziario. In particolare, il data set in elaborazione da parte della Corte d’Appello bresciana si limiterà a coadiuvare il giudice nel processo decisionale e l’avvocato per una valutazione predittiva (o previsionale) dell’esito della causa e “non a sostituirli con giudici robot o avvocati artificiali”.

Intelligenza Artificiale e P.A.: gli algoritmi nelle procedure valutative

Avv. Vincenzo Colarocco

La VI Sezione del Consiglio di Stato ha affermato, con sentenza n. 2270 dell’ 8 aprile 2019[1], che possono essere utilizzati algoritmi nelle procedure valutative della P.A. a patto che siano garantite trasparenza e possibilità di verifica in sede giurisdizionale. Il caso all’esame della Corte riguardava le contestazioni mosse da alcuni docenti di scuola secondaria a seguito della loro assegnazione presso sedi di servizio sulla base delle risultanze di un algoritmo a loro sconosciuto. Contro la sentenza di primo grado sfavorevole, i docenti si sono rivolti al Consiglio di Stato vedendo accolte le proprie doglianze. I giudici amministrativi, infatti, hanno dapprima incoraggiato l’ingresso nei procedimenti amministrativi delle nuove tecnologie informatiche e, in particolare, l’utilizzo di algoritmi coerenti con i principi di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa e con il principio del buon andamento posto dalla Costituzione. Ad ogni modo, nel provvedimento in esame espressamente si precisa che l’uso di algoritmi e di procedure automatizzate debba essere considerato a tutti gli effetti come un «atto amministrativo informatico» poiché regola amministrativa costruita dall’uomo e, in quanto tale, dovrà necessariamente sottostare a principi di ragionevolezza, proporzionalità, di pubblicità e trasparenza. In ogni caso gli algoritmi non potranno essere usati per decisioni aventi natura prettamente discrezionale e dovranno comunque essere sottoposti «al pieno sindacato del giudice amministrativo».

 

[1] Rinvenibile, in versione integrale, sul sito del Consiglio di Stato: “https://www.giustizia-amministrativa.it/web/guest/provvedimenti-cds”.