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Facebook e la raccolta dati in Germania: l’antitrust perimetra l’area di incidenza

Avv. Vincenzo Colarocco

Il Bundeskartellamt (l’Antitrust tedesco) ha deciso di imporre a Facebook severe restrizioni nei casi di elaborazione dei dati che prevedano una combinazione di dati estrapolati da diverse fonti, come per esempio WhatsApp e Instagram. Questa authority, infatti, è dell’opinione che la sconfinata raccolta di dati da più fonti e la fusione degli stessi costituisca un abuso di posizione dominante. In più, i termini d’uso proposti dall’azienda californiana nonché le stesse modalità di raccolta ed utilizzo dei dati costituirebbero, secondo il Bundeskartellamt, una violazione del GDPR.

Si legge, infatti, nella decisione che secondo i termini d’uso di Facebook l’utilizzo del social network da parte degli utenti comporta il trattamento dei loro dati in relazione sia al sito web Facebook, sia alla sua app mobile, sia ai servizi WhatsApp e Instagram, ed ancora ai siti terzi che gli utenti visitino durante la navigazione Internet. Tale mole di dati vengono attribuiti all’account Facebook dell’utente ma, secondo il Bundeskartellamt, verrebbero trattati senza consenso dello stesso, rendendo così il trasferimento illecito. Per l’autorità tedesca, al fine di trattare i dati provenienti dai diversi servizi del gruppo, come WhatsApp e Instagram,  sarà necessario, per Facebook, ottenere il consenso informato dell’utente stesso, in assenza del quale, i dati dovranno rimanere attribuiti al servizio che li ha raccolti e, quindi, non potranno essere elaborati assieme agli altri. Ugualmente per i dati raccolti dalla navigazione su siti terzi (ad esempio quando l’utente condivide sulla sua bacheca un link esterno a Facebook). L’autorità federale ci tiene a sottolineare la posizione dominante di cui Facebook gode sul mercato tedesco. Questo infatti conta 23 milioni di utenti attivi quotidianamente, equivalenti a un market share di oltre il 95% per gli utenti giornalieri e di oltre l’80%, cifre queste caratteristiche di un monopolio. Il Bundeskartellamt ha altresì chiesto al colosso di Menlo Park di presentare, entro 12 mesi, delle proposte volte ad attuare i cambiamenti richiesti. Ad ogni modo, la decisione dell’autorità di vigilanza non è definitiva e Facebook non ha tardato a richiedere appello avverso la stessa presso l’Alto tribunale regionale di Düsseldorf. Secondo i legali della compagnia, l’autorità federale non avrebbe tenuto conto della concorrenza che Facebook ha in Germania affermando, inoltre, che questa avrebbe male interpretato la compliance con il GDPR, mettendo in serio pericolo così l’omogeneità degli standard per la protezione dei dati  nel vecchio continente.