Articoli

Emergenza Covid-19. Concordati preventivi e accordi di ristrutturazione

Avv. Daniele Franzini

Il Decreto Liquidità ha introdotto specifiche disposizioni in tema di procedure concorsuali, finalizzate ad evitare che concordati preventivi e piani di ristrutturazione, predisposti e attestati quanto alla fattibilità su ragionevoli prognosi, soccombano dinnanzi all’attuale emergenza sanitaria.

Le misure predisposte sono quattro e prevedono:

  1. la proroga di sei mesi per i termini di adempimento dei concordati preventivi e degli accordi di ristrutturazione omologati aventi scadenza nel periodo tra il 23 febbraio 2020 ed il 30 giugno 2020;
  2. la possibilità di proporre una istanza per la concessione di un termine finalizzato alla presentazione ex novo di una proposta di concordato, nei quali il debitore possa tenere conto dei fattori economici sopravvenuti per effetto della crisi epidemica (per i concordati ancora non omologati);
  3. la possibilità per il debitore di modificare unilateralmente i termini di adempimento originariamente prospettati nella proposta e nell’accordo di ristrutturazione, differendo al massimo di sei mesi i termini (sempre con riferimento ai concordati non omologati);
  4. la proroga di 90 giorni, accessibile al debitore per i quali gli originari termini siano in scadenza senza possibilità di ulteriori proroghe, purché nell’istanza di concessione della proroga il debitore abbia richiamato tutti gli elementi che l’hanno resa necessaria e soprattutto i fatti sopravvenuti in relazione all’epidemia (per i concordati in bianco).

E-health: ok del Garante per le informazioni successive al triage

Avv. Vincenzo Colarocco

È stata archiviata l’istruttoria avviata dall’Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali nei confronti di una ASL, che potrà quindi riprendere ad erogare il servizio on line, introdotto lo scorso anno, per fornire informazioni ai familiari dei pazienti che accedono al pronto soccorso dell’ospedale.

Nello specifico, il servizio consente al paziente, una volta completate le attività di triage, di autorizzare un familiare a ricevere un link sullo smartphone o sul tablet attraverso il quale poter visualizzare le procedure di cura, i tempi di attesa, le dimissioni o il trasferimento nei reparti di degenza, ma non le informazioni diagnostiche, né i dati anagrafici del paziente stesso.

Ciò che sembra aver convinto il Garante è la nuova valutazione d’impatto e i nuovi modelli di informativa e di consenso predisposti dalla ASL a seguito delle criticità in precedenza emerse in fase ispettiva. In particolare, è risultato dirimente l’aver eseguito una più approfondita analisi dei rischi, tesa a considerare le criticità per gli interessati in relazione alle peculiarità del servizio  de quo ed a giustificare le conseguenti azioni assunte dal titolare, migliorando, altresì, nel rispetto dei principi di necessità e proporzionalità (risultati carenti nell’ambito della prima ispezione).

Anche alla luce del presente momento storico, caratterizzato – come noto – dalla forte sollecitazione delle strutture ospedaliere e dall’impossibilità per i familiari di assistere personalmente i propri cari colpiti dal Coronavirus, non è da escludere che il descritto servizio possa essere adottato anche dalle altre Aziende sanitarie locali, puntando sempre di più verso il modello dell’e-health.

Covid-19: troppi dettagli sui malati, le considerazioni del Garante Privacy

Avv. Vincenzo Colarocco

A seguito di segnalazioni e reclami con i quali è stata lamentata, da parte dei famigliari, la diffusione sui social e sugli organi di stampa, anche on line, di dati personali riguardanti persone risultate positive al Covid 19, il Garante per la protezione dei dati personali ha affermato che in una situazione di emergenza quale quella attuale, in cui l’informazione mostra tutte le sue caratteristiche di servizio indispensabile per la collettività, non possono essere disattese alcune garanzie a tutela della riservatezza e della dignità delle persone colpite dalla malattia contenute nella normativa vigente e nelle Regole deontologiche relative all’attività giornalistica.

Ha pertanto richiamato l’attenzione di tutti gli operatori dell’informazione al rispetto del requisito dell’”essenzialità” delle notizie che vengono fornite, astenendosi dal riportare i dati personali dei malati che non rivestono ruoli pubblici, per questi ultimi nella misura in cui la conoscenza della positività assuma rilievo in ragione del ruolo svolto.

Tali cautele devono operare a prescindere dalla circostanza che i dati siano resi disponibili da enti o altri soggetti detentori dei dati medesimi e salvaguardano le tante persone risultate positive al virus, e poi guarite, da una “stigmatizzazione” permanente, resa possibile dalla diffusione delle notizie sulla rete.

L’obbligo di rispettare la dignità e la riservatezza dei malati vige anche per gli utenti dei social, a cominciare da alcuni amministratori locali, che spesso diffondono dati personali di persone decedute o contagiate senza valutarne interamente le conseguenze per gli interessati e per i loro famigliari.

Consiglio Notarile di Milano – Massima n. 187 – 11 marzo 2020 – Intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione (art. 2370, comma 4, c.c.)

Avv. Andrea Bernasconi

L’intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione – ove consentito dallo statuto ai sensi dell’art. 2370, comma 4, c.c., o comunque ammesso dalla vigente disciplina – può riguardare la totalità dei partecipanti alla riunione, ivi compreso il presidente, fermo restando che nel luogo indicato nell’avviso di convocazione deve trovarsi il segretario verbalizzante o il notaio, unitamente alla o alle persone incaricate dal presidente per l’accertamento di coloro che intervengono di persona (sempre che tale incarico non venga affidato al segretario verbalizzante o al notaio).

Le clausole statutarie che prevedono la presenza del presidente e del segretario nel luogo di convocazione (o comunque nel medesimo luogo) devono intendersi di regola funzionali alla formazione contestuale del verbale dell’assemblea, sottoscritto sia dal presidente sia dal segretario. Esse pertanto non impediscono lo svolgimento della riunione assembleare con l’intervento di tutti i partecipanti mediante mezzi di telecomunicazione, potendosi in tal caso redigere successivamente il verbale assembleare, con la sottoscrizione del presidente e del segretario, oppure con la sottoscrizione del solo notaio in caso di verbale in forma pubblica”.

Recependo le disposizioni che il Governo ha emanato per fronteggiare il periodo d’emergenza provocato dal COVID-19 (DMCM 8 marzo 2020), tra le quali la previsione, in tutti i casi possibili, dello svolgimento di riunioni, in modalità di collegamento da remoto, vietando contestualmente adunanze e assembramenti di persone in ogni luogo e circostanze, il Consiglio Notarile di Milano ha adottato in data 11 marzo 2020 la massima n. 187, con la quale fornisce delle linee guida per lo svolgimento delle assemblee societarie in teleconferenza.

Le norme del codice civile dettate in materia di società di capitali prevedono la possibilità che gli Statuti autorizzino soci e amministratori ad intervenire nelle assemblee e nei consigli di amministrazione mediante “mezzi di telecomunicazione”.

In tale contesto normativo la massima dei notai milanesi interviene, in particolare, sia sulla prassi invalsa negli statuti sociali di prevedere la presenza del presidente e del segretario nel luogo di convocazione (o comunque nel medesimo luogo), sia sul regime normativo speciale in essere dovuto alla contingenza attuale, precisando che in entrambi i casi è validamente costituito un consenso “da remoto” anche se si trovino nel luogo indicato nell’avviso di convocazione il solo segretario incaricato di verbalizzare o il notaio, (e, se diverse, le diverse persone che hanno il compito di verificare l’identità di coloro che sono presenti personalmente).

Lo scopo delle clausole statutarie che prevedono la presenza contestuale di presidente e segretario è, infatti, quello di garantire la formazione del verbale, adempimento redazione che di per sé, precisano i notai, può essere assolto anche in un momento successivo allo svolgimento dell’assemblea mediante la sottoscrizione del verbale da parte del presidente e del segretario, oppure con la sottoscrizione del solo notaio in caso di verbale in forma pubblica.

CoronaVirus: come limitare il contagio con l’Intelligenza Artificiale nel rispetto della privacy

Avv. Vincenzo Colarocco

Nelle ultime settimane stiamo assistendo all’adozione di misure straordinarie nel tentativo di limitare il contagio da Covid-19, ma il fenomeno potrebbe essere efficacemente contenuto grazie a big data e intelligenza artificiale. L’utilizzo di dati aggregati, anonimizzati e su larga scala dei soggetti contagiati, permetterebbe infatti di elaborare modelli predittivi sull’evoluzione del contagio e di ricostruire gli spostamenti delle persone infette, evitando il sorgere di nuovi focolai e rispettando la privacy degli individui coinvolti. Per consultare l’articolo completo, clicca qui.