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Cookie & scrolling: arriva la fine dell’ idillio?

Il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati ha fornito indicazioni specifiche volte a regolamentare il complesso rapporto tra il mondo dei cookie ed il relativo libero consenso degli utenti del web.

L’European Data Protection Board (EDPB) ha adottato il 4.5.2020 delle nuove linee guida in materia di consenso al trattamento di dati personali, evidenziando la necessità di fornire ulteriori chiarimenti in merito al tema dei cookie, in particolare dei c.d. “cookie wall” e del rapporto tra “scrolling” e acquisizione del consenso.

Con riferimento al primo punto, l’EDPB ha chiarito come risulti contrario ai principi del GDPR condizionare l’accesso al sito web al rilascio di apposito consenso da fornirsi mediante i c.d. “cookie wall”. Tali “muri” impedirebbero l’accesso al sito sino a quando l’interessato non accetti i cookie del caso o proceda, mediante le apposite impostazioni, alla scelta tra i cookie installati. In particolare, si otterrebbe un consenso non liberamente espresso qualora il titolare bloccasse la visibilità di tutti i contenuti della propria pagina web, rendendo agli utenti unicamente visibile la propria cookie policy e l’opzione “Accetta i cookie”, impedendo dunque di accedere al sito senza fornire tale accettazione.

Quanto al secondo tema di novità, rappresentato dal c.d. “scrolling”, l’EDPB ha chiarito come il consenso debba generalmente tradursi in una manifestazione inequivocabile di volontà da parte dell’interessato. Azioni come lo scrolling di una pagina web non soddisferanno in nessun caso, quindi, la necessità di un’azione chiaramente affermativa alla base del rilascio di un consenso. Inoltre, simili categorie di azioni potrebbero risultare difficilmente distinguibili da altre attività inerenti la navigazione e non connesse al trattamento dei dati personali, con estrema difficoltà per il titolare di ottenere un consenso univoco. In siffatte ipotesi, del resto, sarà difficile fornire all’utente la possibilità di revocare il consenso facilmente così come l’ha concesso.

Avv.ti Vincenzo Colarocco e Pietro Maria Mascolo

Cookie: è necessario il consenso attivo degli utenti di Internet

Avv. Vincenzo Colarocco

Di recente la sentenza C-673/17 della Corte di Giustizia UE ha definito ulteriormente i requisiti del consenso, nello specifico per quel che riguarda l’installazione di cookie, sia a norma del GDPR che della Direttiva 95/46/CE.

Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto inammissibile la pratica di richiedere il consenso degli utenti all’uso dei cookie tramite caselle di spunta preselezionate in quanto contraria al GDPR ed ha al contempo aggiunto che l’utente debba essere sempre informato sulla durata di conservazione dei cookie poiché il periodo di attività dei cookie, nonché la possibilità o meno per i terzi di avere accesso a tali cookie vanno annoverati tra le informazioni che il fornitore di servizi deve comunicare all’utente.

Il caso specifico riguarda la società Planet49, attiva nel settore dei giochi online che, secondo l’accusa dei consumatori tedeschi, aggirava il sistema di raccolta del consenso attivo previsto dalla normativa: la società aveva predisposto una casella di spunta preselezionata per l’installazione di cookie. Il Bundesgerichtshof (Corte federale di giustizia tedesca) ha sollevato una questione interpretativa dinnanzi alla Corte di giustizia sul diritto dell’Unione in materia di tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, perché specificasse quali informazioni debbano essere fornite all’utente riguardo l’uso dei cookie. Sul punto la Corte ha stabilito che “Il requisito della manifestazione della volontà della persona interessata evoca un comportamento attivo e uno passivo, il consenso espresso tramite una casella di spunta preselezionata non implica un comportamento attivo da parte dell’utente di un sito internet, solo un comportamento attivo da parte di detta persona al fine di manifestare il proprio consenso è idoneo a soddisfare tale requisito” ed ha aggiunto che il silenzio, l’inattività o la preselezione di caselle non configurano una manifestazione del consenso.