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Software Claudette: I.A. contro le clausole vessatorie

Avv. Vincenzo Colarocco

Nasce “Claudette”, il software basato sull’intelligenza artificiale che viene in soccorso dei consumatori per metterli in guardia dalle clausole vessatorie dei contratti stipulati unilateralmente e sottoscritti online. A guidare il relativo progetto è stato l’Istituto Universitario Europeo di Fiesole, con i Professori Giovanni Sartor e Hans-W- Micklitz, in collaborazione con gli ingegneri dell’Università di Bologna e dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

A fronte di un aumento del 15% nel 2018 per l’e-commerce italiano, il valore mondiale degli acquisti online sembra stagliarsi attorno ai 2 milioni di euro. Tali acquisti vengono però effettuati, nella maggior parte dei casi, ignorando le clausole contrattuali o le condizioni di servizio. Già dieci anni fa, e dunque prima ancora dell’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), uno studio pubblicato sul Journal of Law and Policy for the Information Society rappresentava come la lettura effettiva delle sole privacy policy sarebbe costata, in termini di tempo, circa 200 ore l’anno per utente; a tanto si aggiunga lo scarso rilievo pratico di un analitico esame delle suddette clausole, stante il limitato potere contrattuale dell’utente in relazione a controparti quali Google, Facebook o Amazon.

Claudette si propone di contrastare l’inserzione delle clausole abusive attraverso l’automazione della fase di identificazione delle stesse secondo lo schema tipico dei meccanismi di machine learning: i ricercatori hanno raccolto i termini e le condizioni di servizio di alcune delle maggiori piattaforme online, quali, tra le altre, Google, Linkedin, Dropbox, World of Warcraft, Yahoo e Twitter, ed hanno ricondotto ciascuna clausola ad otto diverse categorie, tra le quali figurano: giurisdizione, legge applicabile e limitazioni di responsabilità. L’applicazione dell’I.A. al caso di specie ha portato ad un risultato senza dubbio significativo: l’8,6% delle frasi totali (segnatamente, 1032 delle 12011 inserite) è stato identificato come potenzialmente abusivo. Oltre ai consumatori, Claudette potrebbe essere d’ausilio anche agli stessi operatori del settore, come per esempio consulenti o avvocati, chiamati a pronunciarsi sulla legittimità dei regolamenti contrattuali predisposti dai propri clienti, in questo modo ottimizzando la fase di studio dei contratti e di conseguente identificazione delle clausole abusive.

Francia: la lente del giudice sui contratti commerciali

Dopo l’introduzione della legge “Sapin II”, relativa alla regolamentazione dei rapporti tra imprenditori, con un focus particolare sulla c.d. convention unique (v. newsletter di Febbraio: “Francia: dal 1 gennaio la nouvelle dei contratti commerciali”), la recente sentenza della Cour de Cassation (n. 15-23.547), muovendo proprio da un contratto quadro, introduce ulteriori limiti alla strutturazione dei rapporti tra imprese e un “nuovo” tipo di controllo giudiziale su questo tipo di accordi commerciali.

Partendo dall’art. 442-6, I, n. 2, del Code du Commerce (che sancisce la responsabilità della parte che abbia imposto e cerchi di imporre all’altra significativi squilibri contrattuali), la Corte infatti introduce la possibilità di un sindacato giudiziale non solo in relazione al rapporto tra diritti e obblighi, ma addirittura al prezzo negoziato dalle parti.

La decisione sovverte la precedente interpretazione della norma (in precedenza letta in combinato con gli artt. 1171, co. 2 del Code Civil e L212-1 del Code de la Consommation – Codice del Consumo), la quale limitava il controllo del giudice ai soli obblighi contrattuali senza con ciò arrivare ad intaccare la libera negoziabilità dei prezzi tra le parti. Secondo la Corte, infatti, l’art. 442-6 segue una logica propria, che, se da un lato porta a limitare il principio della libertà di negoziazione, dall’altro non arriva a lederne lo spirito, andando anzi ad inserirsi in tutti quei casi in cui una libera negoziazione, nei fatti, non si è avuta o si è avuta in una situazione di forte squilibrio quanto al potere di una delle parti.

L’orientamento della Corte diventa cruciale con riferimento ai contratti quadro predisposti per essere firmati dalle parti senza troppo spazio lasciato alla negoziazione, tanto più che il controllo giudiziale può essere attivato non solo a seguito dell’insorgere di una causa intentata dal partner commerciale eventualmente leso, ma anche dal presidente dell’Autorité de la Concurrence, dai Pubblici Ministeri e dal Ministro delle Finanze. Gli imprenditori italiani con un ridotto potere negoziale sono, quindi, tutelati nel caso di contratti quadro fortemente sbilanciati a favore del partner francese.