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Cancellazione della società e responsabilità del socio per le obbligazioni sociali rimaste inadempiute (Cass. 31933/2019)

Avv. Andrea Bernasconi

Affinché il socio di una società di capitali cancellata dal registro delle imprese sia chiamato a rispondere delle obbligazioni sociali rimaste inadempiute, non è sufficiente la mera estinzione della società, in quanto il creditore che agisce in giudizio per veder soddisfatto il proprio credito deve provare anche che il socio convenuto sia stato assegnatario di una quota dell’attivo risultante dal bilancio finale di liquidazione”.

Questo è il principio di diritto ribadito nella sentenza della Corte di Cassazione Sezione Prima 6 dicembre 2019, n. 31933.

Sarebbe del tutto illogico, secondo i Giudici della Suprema Corte, se fosse possibile sfuggire dal controllo del proprio creditore dissolvendo alias, estinguendo, la propria struttura organizzativa solo perché risulta unilateralmente conveniente. Con ciò precludendo la possibilità al creditore di individuare la persona fisica (tra cui anche il debitore originario) che rappresenta certamente la base di partenza della compagine sociale. Al contempo, il creditore che agisce in giudizio contro il socio dovrà provare non solo l’avvenuta estinzione della società, ma anche che il socio convenuto abbia effettivamente percepito una quota di liquidazione dell’attivo sociale.