Il ritorno dell’investimento nelle startup: i meccanismi di Liquidation Preference

Articolo dell’avvocato Milena Prisco pubblicato da Altalex

L’obbiettivo di un qualsiasi investitore è proteggere il proprio investimento ed ottenere un certo rendimento, minimizzando per quanto possibile l’alea del rischio di impresa, in prima battuta strettamente connesse alle logiche del business in cui si è investito. Al di là delle fluttuazioni congenite dovute ad elementi non sempre ponderabili legate al mercato in cui opera la start up, fortunatamente la protezione dell’investimento passa anche per rimedi contrattuali che vengono negoziati e previsti già nelle pattuizioni preliminari dei term sheet, per finire alla regolamentazione dei patti parasociali e dello statuto della società.

I meccanismi che dettano le regole volte a garantire il ritorno sull’investimento vengono definiti nelle clausole di liquidazione preferenziale, meglio note nel gergo dell’operazioni di private equity e venture capital come Liquidation Preference.

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“Il Digital Single Market e il cloud: nuovi diritti per nuovi servizi?”

Roma, 4 luglio 2017

Il Secondo Tavolo dell’Intergruppo Innovazione si propone di analizzare l’impianto normativo in via di definizione a livello europeo e verificare se questo impianto contenga previsioni adeguate allo sviluppo dei nuovi servizi sul Cloud. In questo contesto alcune consolidate categorie di diritto d’autore, come quelle relative alla disciplina della copia privata, della distribuzione di opere protette in formato elettronico e delle riproduzioni temporanee nelle memorie elettroniche, necessitano un opportuno ripensamento. Ma ci sono molti altri profili giuridici che caratterizzano i servizi sul Cloud. Con la collaborazione di alcuni insigni esperti di diritto delle nuove tecnologie e della proprietà intellettuale e con una discussione allargata a 2 Panel di esperti del settore del diritto delle telecomunicazioni, gli organizzatori del Secondo Tavolo dell’Intergruppo Innovazione si propongono di offrire un quadro di opinioni giuridiche ampio, innovativo e improntato all’offerta di soluzioni interpretative orientate alle esigenze di mercato.

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“Per una legge sulla Musica in Campania: Industria, Cultura e Sviluppo”

Ravello, 21 giugno 2017

La giornata di lavoro prevede l’ascolto dei maggiori attori del comparto a livello nazionale affinché possano esprimere le necessità e le aspettative rispetto alla sensibilità dimostrata dalla Regione Campania nel voler promuovere la prima legge regionale in Italia che normi gli interventi a favore delle attività musicali, basata sul principio che il binomio musica/territorio possa agire in senso positivo nel creare e rafforzare la produzione e l’offerta culturale della Regione. Le attività musicali riescono infatti a coniugare valori culturali e sociali, industria, spettacolo e identità locale agendo in maniera significativa sulla crescita economica e sociale del territorio. A tal fine, gli obiettivi generali della legge potranno essere consolidare e sostenere la realtà del comparto musica in Campania, creando un substrato fertile per attrarre investimenti e comunque per incentivare lo sviluppo delle produzioni musicali, delle iniziative dei giovani artisti (e professionisti) emergenti insieme a tutta la filiera del comparto (autori, editori, produttori, artisti interpreti esecutori, video maker, grafici, studi di registrazione, sale prove, teatri, sviluppatori di nuove tecnologie applicate, fiere e festival, uffici stampa e comunicazione, etc.) e il relativo indotto, anche turistico, della Regione Campania. Attraverso questa iniziativa la Fondazione Ravello, che da sempre individua nel settore della Musica un ruolo di primaria importanza, vuole sottolineare che le attività musicali, oltre ad esprimere l’identità culturale, le tradizioni e la storia, concorrono alla promozione della destinazione Campania, alla valorizzazione dell’identità culturale e ambientale nonché dell’immagine del territorio regionale ed alla loro promozione nazionale ed internazionale.

Programma dell’evento.

“Focus sulle implicazioni della disciplina sulla videosorveglianza nelle RSA”

Castellanza, 20 giugno 2017

La Regione Lombardia, con l’approvazione della legge n. 2 del 22 febbraio 2017, è la prima in Italia ad aver  favorito – attraverso l’erogazione di contributi- l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA) e nelle strutture residenziali e semiresidenziali per disabili (RSD) pubbliche e private accreditate. Ciò al fine di migliorare il livello di sicurezza dei servizi erogati nelle RSA. Per fare ciò la Regione ha messo a disposizione fondi sino ad Euro 1.400.000,00 per finanziare almeno il 50% delle spese sostenute per l’installazione dei sistemi di videosorveglianza di cui sopra.

Per approfondire quali siano le implicazioni sia organizzative sia legali che questa nuova disciplina introduce per le strutture operanti nel territorio lombardo, l’Osservatorio settoriale sulle RSA della LIUC, in collaborazione con lo Studio Legale Previti, ha organizzato il  convegno   I sistemi di videosorveglianza nelle RSA alla luce della Legge Regionale n. 2/17, in programma Martedì 20 giugno 2017 presso la LIUC – Università Cattaneo P.zza Soldini, 5 – Castellanza (VA) Aula c229 dalle ore 9.00 alle 13.00.

Interverranno ai lavori, tra gli altri, Luca Degani Presidente UNEBA Lombardia, Antonio Sebastiano Direttore Osservatorio Settoriale sulle RSA, LIUC Business School, Francesca Frezza Avvocato, Responsabile del Dipartimento di Diritto del Lavoro dello Studio Previti – Associazione Professionale e Flaviano Sanzari Avvocato, Responsabile del Dipartimento di Diritto della Comunicazione dello Studio Previti – Associazione Professionale e Marco Farina Avvocato, Esperto in Diritto Penale Commerciale.

L’incontro affronterà le diverse   criticità e le responsabilità conseguenti l’installazione dei sistemi di videosorveglianza in strutture di lavoro e di residenza molto particolari quali sono le RSA.

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Pirateria, Previti: “No a nuove windows. Il cinema non merita mazzate”

“Personalmente resto convinto che la strada maestra per sconfiggere la pirateria online sia una maggiore assunzione di responsabilità da parte dei grandi intermediari di internet, pur rispettando le notevoli diversità dei rispettivi ruoli”. Lo dice in un’intervista a CorCom Stefano Previti commentando i dati emersi dalla nuova indagine sulla pirateria audiovisiva in Italia realizzata da Ipsos su commissione di Fapav, la federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali. Previti, avvocato specializzato in diritto della proprietà intellettuale, diritto delle comunicazioni e di diritto societario, è tra i fondatori dell’Osservatorio web legalità e ha assistito Mediaset Premium nella causa che ha visto la PayTv citare in giudizio RojaDirecta per la diffusione illegale delle dirette televisive degli eventi sportivi. Continua a leggere

MEDIMEX – “Music Economy: fattori e tendenze chiave del prossimo biennio per l’industria musicale”

Bari, 9 Giugno 2017 

Viviamo il decennio nel quale la musica ha raggiunto livelli di popolarità e di diffusione senza precedenti. E, in tempi ancora più recenti, l’industria che le gira intorno – stando alle statistiche di settore – avrebbe finalmente invertito la rotta rispetto ad una tendenza economica negativa che durava da alcuni anni, impiegati per venire a capo di nuovi modelli di business e di organizzazione. Ma il passaggio dalle transazioni pay-per all’approccio di “monetizzazione” è tutt’altro che ultimato. Un confronto tra i protagonisti dell’intera filiera sui temi più caldi per il settore e per gli artisti: dalla maturità per le piattaforme musicali al “value gap” dagli short videos, al potere delle playlist, dalla distribuzione frammentata alla resurrezione del vinile, dai big data al branded content.

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Congresso Nazionale ADGI 2017 – “La tutela della persona nell’era digitale”

Il 4° Congresso Nazionale dell’ Associazione Donne Giuriste Italia si terrà presso l’auditorium del Conservatorio il 09 e 10 giugno 2017.

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Presentazione della nuova indagine FAPAV/IPSOS sulla pirateria audiovisiva in Italia

Il prossimo 5 giugno a Roma, presso la Casa del Cinema, FAPAV – Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali presenterà la nuova indagine sulla pirateria audiovisiva in Italia condotta dall’istituto di ricerca Ipsos.

A sei anni dalla precedente ricerca, verranno illustrati i nuovi dati relativi al consumo illecito dei contenuti e le sue ricadute economiche ed occupazionali.

Ne parleranno: Alessandro Caccamo, Consigliere UNIVIDEO e AD 20th Century Fox H.E.; Luigi De Laurentiis, Consigliere Delegato FAPAV e produttore FILMAURO; Paolo Genovese, regista e sceneggiatore; Giampaolo Letta, VP e AD Medusa; Nicola Maccanico, AD Vision Distribution; Stefano Selli, VP Confindustria Radio Tv e Direttore Relazioni Istituzionali Italia Mediaset.

Il pomeriggio, a partire dalle ore 15:00, si terrà un seminario tecnico-giuridico sul tema: “Problematiche aperte, criticità e prossime sfide per l’enforcement del Diritto d’Autore sul web – Le fake news sul copyright online”.

La tavola rotonda, moderata dall’Avvocato Luciano Daffarra, Partner Studio Legale C-LEX, sarà preceduta dall’introduzione di Rossana Rummo, Direttore Generale Biblioteche e Istituti Culturali MiBACT, e Antonio Mura, Sostituto Procuratore Generale della Corte di Cassazione e dagli interventi di Francesco Posteraro, Commissario AGCOM, e Angelantonio Racanelli, Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Roma.

Interverranno sul tema proposto: Paolo Agoglia, Direttore Ufficio Legislativo e Rapporti Istituzionali SIAE; Davide Baruffi, Parlamentare e relatore della relazione sulla contraffazione sul web; Marco Defila, Colonello Nucleo Speciale Radiodiffusione e Editoria della Guardia di Finanza; Stefano Longhini, Responsabile contenzioso Mediaset; Stefano Previti, Presidente Osservatorio Web Legalità; Luca Sanfilippo, EVP & General Counsel Sky Italia; Francesco Spadafora, Vice Direttore Affari Legali e Societari RAI; Carlo Solimene, Primo Dirigente II Divisione Polizia Postale e delle Comunicazioni. Le conclusioni del pomeriggio saranno affidate a Paolo Marzano, Presidente Comitato Consultivo sul Diritto d’Autore MiBACT.

“Smart Working” o “lavoro agile”: nuova modalità nello svolgimento della prestazione lavorativa

Con l’entrata in vigore del Ddl (AC. n. 2233-B) approvato dal senato il 10 maggio 2017, cambia la disciplina dello smart working.

Viene chiarito in primo luogo il significato dello smart working, intendendosi per tale, non una nuova tipologia contrattuale, bensì una “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato” stabilita mediante accordo tra le parti, caratterizzata dall’utilizzo di strumenti tecnologici, eseguito in parte all’interno dell’azienda in parte all’esterno.

Con il termine “smart working” s’intende, infatti, la possibilità del dipendente di lavorare da casa, sfruttando a pieno gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia: pc, tablet ma anche piattaforme come skype ad esempio, con il quale si possono fare riunioni senza doversi recare fisicamente in ufficio.

Attraverso tale modalità alternativa della prestazione lavorativa non vi è più la necessità di postazione ed orario di lavoro fissi, l’ufficio diventa un punto d’incontro e la tecnologia è quello strumento che facilita la collaborazione tra le parti, con flessibilità e mobilità.

Il trattamento economico del lavoratore agile non dovrà essere inferiore a quello applicato ai dipendenti che svolgono le stesse mansioni in azienda.

È previsto anche il cosiddetto diritto alla disconnessione, che altro non è che il classico giorno di riposo per chi si reca in ufficio ogni mattina.

L’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano ha stimato che già circa 250mila sono gli italiani che lavorano “in remoto”.

Negli ultimi due anni il numero di grandi imprese che lo adottano è passato dall’8% al 30%, con notevoli risparmi in termini di costi aziendali e i dati lasciano presagire un sempre maggiore utilizzo di tale strumento.

Meccanismi estintivi del rapporto di lavoro dei soci lavoratori: rimessione della questione alla Sezioni Unite

La Sezione Lavoro, con ordinanza interlocutoria del 24 maggio 2017, ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione, ritenuta oggetto di contrasto oltre che di particolare importanza, riguardante la ricostruzione dei meccanismi estintivi del rapporto di lavoro e delle tutele applicabili ai soci lavoratori di società cooperativa.

In particolare, si segnala un aperto contrasto giurisprudenziale nel caso un cui vi sia  un atto di esclusione da socio di cooperativa accompagnato o meno da un atto di licenziamento.

La rimessione alle Sezioni Unite riguarda, dunque, i seguenti aspetti:

  1. se la mancata impugnazione della delibera di esclusione del socio lavoratore (entro 60 giorni dalla comunicazione ai sensi dell’art. 2533c.c.), in presenza della sola impugnazione del licenziamento determini in ogni caso l’estinzione ex lege del rapporto di lavoro e, quindi, l’inutilità stessa dell’impugnazione esperita nei confronti del licenziamento;
  2. se, in base all’attuale disciplina il rapporto di lavoro del socio lavoratore, nella fase estintiva, è regolato da norme sue proprie o da quelle del rapporto associativo e se la legittimità del recesso dal rapporto di lavoro costituisca l’unico parametro di riferimento;
  3. quale sia la tutela applicabile al socio lavoratore in presenza di cessazione del rapporto associativo dichiarata legittima;
  4. quali siano i poteri officiosi del giudice nella qualificazione di una domanda di impugnativa del licenziamento in relazione alla quale non risulti contestato che il socio lavoratore sia stato escluso dalla cooperativa per i medesimi motivi posti a base dell’impugnato licenziamento.

Si attende, quindi, sulla base dei quesiti posti, un univoco orientamento giurisprudenziale alla luce della presente rimessione.