Covid-19 e proroga dei termini di notifica degli atti impositivi

Il Decreto Rilancio proroga i termini per la notifica degli atti impositivi che scadono nel periodo compreso tra il 9 marzo e il 31 dicembre 2020. In particolare, non si deve tenere conto del periodo di sospensione prescritto dal Decreto Cura Italia pari a 85 giorni. La norma opera con riferimento agli atti di accertamento, di contestazioni, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e di liquidazione relativi ad atti o imposte aventi i termini di decadenza suindicati.
 
Cosa prevede la norma        

Gli atti impositivi dovranno essere emessi dall’ente impositore entro il 31 dicembre 2020 e successivamente notificati tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2021, in deroga agli ordinari termini di decadenza.

Inoltre, per gli atti e le comunicazioni interessati dalla proroga dei termini, non saranno dovuti gli interessi per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e la data di notifica.

Esclusione dalla norma e termine di decadenza

La norma opera con riferimento agli atti di accertamento, di contestazioni, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e di liquidazione relativi ad atti o imposte aventi i termini di decadenza suindicati.

Sono invece esclusi gli atti caratterizzati da indifferibilità e urgenza (come le contestazioni di frodi fiscali), gli atti che prevedono la comunicazione di una notizia di reato, gli atti conseguenti l’applicazione di provvedimenti cautelari e, infine, i casi in cui l’emissione dell’atto è funzionale all’adempimento.

E’, altresì, prorogato di un anno il termine di decadenza per la notifica delle cartelle di pagamento relative alle dichiarazioni presentate nel 2018, le dichiarazioni dei sostituti di imposta presentate nel 2017 e le dichiarazioni presentate negli anni 2017 e 2018.

Obiettivo della norma

La novità così introdotta dal Decreto Rilancio, almeno nelle intenzioni, prova a favorire la graduale ripresa delle attività economiche e sociali, in considerazione delle difficoltà connesse all’emergenza Covid-19 per i contribuenti. Ciò anche al fine di evitare la concentrazione di notifiche nei confronti di questi ultimi nel periodo immediatamente successivo al termine del periodo di crisi.

Avv. Daniele Franzini