Diritto all’oblio per il condannato riabilitato

Avv. Flaviano Sanzari

Il Garante per la protezione dei dati personali, con un recente provvedimento, ha ritenuto legittimamente esercitato il diritto all’oblio da parte di chi, seppure condannato, ha ottenuto la riabilitazione.

Nel caso di specie, il procedimento a suo tempo attivato contro il reclamante si era concluso, nel 2010, con l’applicazione della pena su richiesta delle parti, determinata nella misura di otto mesi con il beneficio della sospensione condizionale; l’interessato, nel 2013, aveva ottenuto la riabilitazione sulla base di una valutazione che ha tenuto conto, oltre che del tempo decorso dalla determinazione della pena, anche della condotta medio tempore tenuta; tale istituto, infatti, pur non estinguendo il reato, comporta il venir meno delle pene accessorie e di ogni altro effetto penale della condanna come misura premiale finalizzata al reinserimento sociale del reo.

Tale circostanza, unitamente al lasso di tempo decorso dal verificarsi dei fatti, ha portato il Garante a ritenere che l’ulteriore trattamento dei dati dell’interessato, posto in essere mediante la perdurante reperibilità in rete degli URL contestati, determinasse un impatto sproporzionato sui diritti del medesimo, neppure bilanciato da un attuale interesse del pubblico a conoscere della relativa vicenda, tenuto anche conto del fatto che i citati articoli non risultavano aggiornati con riguardo agli sviluppi successivi della stessa.