Antiriciclaggio: la V direttiva europea è stata recepita

Avv. Vincenzo Colarocco

Il 3 ottobre u.s. la Presidenza del Consiglio ha approvato lo schema di decreto legislativo attuativo della V direttiva antiriciclaggio n. 2018/843, che recepisce tutte le novità in materia. Il decreto completa un’esperienza segnata anche dalla procedura di infrazione per mancato recepimento della IV direttiva, nonché di plurimi interventi del Garante per la protezione dei dati personali ben riassunti nel parere dello scorso luglio.

Il decreto fa seguito al provvedimento del 30 luglio 2019 della Banca Italia che ha emanato “Disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela per il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”. Tra le novità previste dal testo vi è anzitutto l’ampliamento del novero dei destinatari degli obblighi, ad oggi imposti anche ai fornitori di servizi di valuta digitale, di portafoglio digitale, ai galleristi ed alle case d’asta nel caso in cui il valore dell’operazione o di una serie di operazioni legate tra loro sia pari o superiore a 10 mila euro, ricomprendendo, tra l’altro, le succursali “insediate” degli intermediari assicurativi (trattasi delle succursali collocate in Italia di agenti e broker aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro Stato membro o in uno Stato terzo). Con il decreto è stato poi tracciato l’obbligo di segnalazione periodica per le transazioni effettuate con soggetti operanti in Paesi ad alto rischio, con la previsione di adozione di misure di adeguata verifica rafforzata. Con riferimento alla valutazione del rischio, il nuovo testo consente di introdurre strumenti che le autorità di vigilanza possono utilizzare per ridurre il rischio connesso ai Paesi terzi, come ad esempio il diniego all’autorizzazione all’attività per intermediari bancari o finanziari esteri o all’apertura di succursali in Paesi ad alto rischio per gli intermediari italiani. Di non poco conto, specie considerato l’attuale scenario della società digitale, il divieto di emissione e utilizzo di prodotti di moneta elettronica anonimi e ciò in coerenza con il vigente divieto di conti e libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia oltre ad un ulteriore intervento sotto il profilo sanzionatorio.