Risarcimento in forma di rendita anche per i danni non patrimoniali

Avv. Flaviano Sanzari

Nell’ambito di una vicenda relativa a un caso di malpractice medica, il Tribunale di Milano, nel procedere alla liquidazione dei danni, patrimoniali e non patrimoniali subiti dalla parte lesa, ha provveduto, ai sensi dell’art. 2057 c.c., mediante la costituzione di una rendita vitalizia (art. 1872 c.c.).

La motivazione è stata individuata nella oggettiva gravità della situazione, nel carattere permanente del danno e nell’impossibilità di stabilire, in modo oggettivo, una durata presumibile della vita della danneggiata (ormai già in età molto avanzata).

Per la quantificazione di tale rendita sono state prese in considerazione le somme dovute alla ricorrente a titolo di danno non patrimoniale, l’importo dovuto a titolo di danno patrimoniale e la presumibile aspettativa di vita della danneggiata. Tale rendita, «attraverso la quale si risarcisce un danno già integralmente verificatosi», è stata fatta decorrere dal momento dell’illecito, con la conseguenza che la struttura convenuta è stata obbligata altresì a «provvedere al pagamento di una somma capitale, calcolata moltiplicando l’importo della rendita mensile per il numero di mesi compreso tra l’illecito e la data della pronuncia».