Il titolo di un articolo è sufficiente a configurare la diffamazione

Avv. Flaviano Sanzari

Con sentenza n. 17656 del 2.7.2019, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso promosso da Vinitaly per un articolo pubblicato sul settimanale L’Espresso, dal titolo ‘Velenitaly’.

La Corte ha ribadito che in tema di esercizio dell’attività giornalistica, il carattere diffamatorio di un articolo non può essere valutato sulla base di una lettura atomistica delle singole espressioni, ma con riferimento all’intero contesto della comunicazione, comprensiva di titoli e sottotitoli e di tutti gli altri elementi che rendono esplicito, nell’immediatezza della rappresentazione e della percezione visiva, il significato di un articolo.

La diffamatorietà di uno scritto deve essere quindi valutata non solamente in base alla percezione che del contenuto dell’articolo di stampa possono avere i lettori più attenti, che ne leggono l’intero contenuto, ma anche in relazione ai lettori più frettolosi, che possono farsi fuorviare e suggestionare anche solo dal titolo o dalle fotografie che lo accompagnano.

Il medesimo principio è stato sancito dalla Suprema Corte con sentenza 16911 del 25.6.2019 che ha altresì evidenziato la maggior valenza diffamatoria del titolo dell’articolo rispetto al contenuto del medesimo, anche in considerazione della circostanza che il titolo dell’articolo è sovente trovato per primo nelle richieste effettuate sui motori di ricerca in rete.