Il Caso Cambridge Analitica e L’ Ordinanza di Ingiunzione del Garante : Multa da 1 Milione di Euro per Facebook

Avv. Vincenzo  Colarocco

Il marzo scorso, nell’ambito del caso “Cambridge Analytica – società che attraverso un’applicazione per test psicologici aveva avuto accesso ai dati di 87 milioni di utenti e li aveva usati per tentare di influenzare le presidenziali americane del 2016 -, il Garante per la protezione dei dati personali aveva contestato a Facebook una serie di violazioni afferenti la disciplina sul trattamento dei dati, precisamente la mancata adozione di una informativa, la mancata acquisizione del consenso e il  mancato idoneo riscontro ad una richiesta di informazioni ed esibizione di documenti.

In tale circostanza Facebook manifestò la volontà di avvalersi della possibilità di estinguere il procedimento sanzionatorio mediante il pagamento in misura ridotta di una somma pari a 52.000 euro.

Tuttavia, le violazioni su informativa e consenso erano state commesse in riferimento ad una banca dati di particolare rilevanza e dimensioni, caso per il quale non si ammette la possibilità di concedere una tale riduzione della misura del pagamento.

Su tali premesse, con provvedimento n. 134 del 14 giugno 2019, il Garante ha disposto per Facebook un’ulteriore sanzione per gli illeciti compiuti.

Nel caso di specie, preso in esame dall’Autorità, è stato considerato che:

  1. in ordine all’aspetto della gravità, con riferimento agli elementi dell’entità del pregiudizio o del pericolo e dell’intensità dell’elemento psicologico, le violazioni risultano di particolare gravità avuto riguardo al meccanismo in base al quale il semplice accesso di 57 utenti all’applicazione “Thisisyourdigitallife” ha determinato la condivisione di dati personali di ben 214.077 utenti;
  2. circa la personalità degli autori della violazione, deve essere considerata la circostanza che le Società non risultano gravate da precedenti procedimenti sanzionatori definiti in via breve o a seguito di ordinanza ingiunzione;
  • in merito alle condizioni economiche delle società, è stato preso in considerazione il bilancio d’esercizio per l’anno 2017 di Facebook Italy e le informazioni sul fatturato complessivo e sul patrimonio netto di Facebook Ireland.

Alla luce di siffatte valutazioni, il Garante per la protezione dei dati personali ha deciso di quantificare la sanzione in 1 milione di euro, assurgendo a criteri di quantificazione della misura sanzionatoria l’imponenza del database, oltre che le condizioni economiche di Facebook e il numero di utenti mondiali e italiani della società.