“Gaglioffo!” è diffamazione e non critica

Avv. Flaviano Sanzari

L’esercizio del diritto di critica trova un limite immanente nel rispetto della dignità altrui, non potendo lo stesso costituire mera occasione per gratuiti attacchi alla persona ed arbitrarie aggressioni al suo patrimonio morale. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14644 del 3 aprile scorso, precisando che gli epiteti “rapinatore” e “gaglioffo” sono di per sé gravemente infamanti ed esorbitano, dunque, dal diritto di critica, non rispettando il limite della continenza, in quanto non esprimono un dissenso motivato in termini misurati e necessari, bensì un un attacco personale lesivo della dignità morale ed intellettuale della persona.