Facebook e il negoziato con la FTC per la nomina di un comitato di supervisione privacy

Avv. Vincenzo Colarocco

Nel contesto dell’indagine aperta dalla Federal Trade Commission (FTC) per il caso Cambridge Analytica sono in corso delle trattative tra Facebook e la sopra citata agenzia governativa americana per la negoziazione di un accordo che prevede una fortificazione delle privacy practices dell’azienda.

Tra gli aspetti oggetto di negoziazione sembrerebbe che Facebook per rafforzare la tutela dei dati dei propri utenti abbia accettato di creare un privacy committee da riunire trimestralmente, composto da membri del Consiglio di amministrazione di Facebook. Il negoziato in corso prevede, inoltre, la possibilità di designare un valutatore esterno -nominato congiuntamente da Facebook e dalla FTC- che rivesta il ruolo di soggetto in grado di analizzare la condotta dell’azienda relativamente agli ordini impartiti dalla FTC oltre che monitorare le politiche sulla privacy di Facebook. Si è prospettata, infine, la possibilità di nominare un responsabile della conformità, che potrebbe essere lo stesso Mark Zuckerberg.

Tutti gli impegni descritti e proposti in bozza di accordo, sono da inquadrare nell’ambito dell’istruttoria avviata dalla FTC per accendere un faro sul caso Cambridge Analytica, il quale ha profondamente segnato il rapporto tra Facebook e gli utenti facendo emergere con chiarezza la fondamentale importanza della protezione dei dati personali all’interno dei social media.

In relazione al caso –esploso nel marzo 2018- è in corso una valutazione (sulla più che plausibile) violazione di un accordo vincolante siglato nel 2011 con Facebook denominato consent decree secondo cui gli utenti devono sempre essere avvisati sull’eventuale uso dei propri dati personali che può avvenire solo con il loro consenso: si prevede quindi oltre che la previsione di una ingente sanzione, anche l’intesa su una nuova governance sulla privacy degli utenti.