Il datore di lavoro deve giustificare i licenziamenti collettivi differito nel tempo

Avv. Francesca Frezza

Una azienda operante nel settore metalmeccanico attuava una procedura di licenziamento collettivo di tutto il personale a seguito della messa in liquidazione della società. Conclusasi la procedura, l’azienda tuttavia procedeva a risolvere i rapporti di lavoro non contestualmente ma progressivamente nel tempo comunicando dopo alcuni mesi alle organizzazioni sindacali l’elenco dei lavoratori licenziati.  Una lavoratrice nell’impugnare il licenziamento adiva il Tribunale di Avellino censurando la tardiva comunicazione delle ragioni e dei criteri adottati dalla società nello scegliere i lavoratori il cui rapporto di lavoro era stato mantenuto anche solo temporaneamente rispetto agli altri. Il Tribunale accoglieva la domanda con sentenza confermata dalla Corte di Appello partenopea. La Corte di Cassazione, nel respingere il ricorso della società che assumeva l’erroneità della decisione impugnata in ragione della mancanza di un concreto pregiudizio  stante il licenziamento di tutto il personale sulla base di un unico criterio, con sentenza n. 28034 del 2 novembre 2018, ha affermato che il datore di lavoro anche in ipotesi di licenziamento di tutti i lavoratori sulla base di un criterio unico deve dare riscontro delle ragioni per le quali  la risoluzione dei rapporti avvenga in  forma graduale con differimento nel tempo dei singoli licenziamenti favorendo alcuni lavoratori rispetto ad altri nella temporanea persistenza del rapporto di lavoro, onde consentire il controllo da parte di tutti i soggetti interessati.