Il Responsabile della Transizione digitale: la nomina è urgente

Avv. Vincenzo Colarocco

Il Decreto Legislativo n. 179/2016 ha modificato il Codice dell’Amministrazione Digitale (in seguito “CAD”) obbligando tutte le pubbliche amministrazioni all’individuazione di un ufficio cui affidare la transizione alla modalità operativa digitale e i conseguenti processi di riorganizzazione finalizzati alla realizzazione di un’amministrazione digitale (e-government) e aperta (open government), di servizi facilmente utilizzabili e di qualità, attraverso una maggiore efficienza ed economicità.

Premesso che per transizione digitale si intende il processo di passaggio da una società industriale verso una società dell’informazione con l’introduzione di nuovi modelli istituzionali, organizzativi di servizio, trasparenti e semplificati in rete; lo svolgimento di tale compito è stato affidato al “Responsabile alla transizione digitale”.

Questo è un funzionario che, dotato di specifiche competenze (tecnologiche, manageriali e informatiche), indica il percorso da seguire per indirizzare la macchina amministrativa ad intraprendere delle azioni verso la digitalizzazione (si veda l’elenco, non esaustivo, all’art. 17 del CAD), fungendo da trait d’union tra la pubblica amministrazione, l’Agenzia per l’Italia digitale ed il Governo italiano.

L’importanza della descritta introduzione è stata altresì sottolineata dalla recentissima circolare –adottata l’1 ottobre 2018- con cui il Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno ha sollecitato tutte le amministrazione pubbliche ad individuare al loro interno un Responsabile per la Transizione al Digitale (RTD), come previsto dall’art. 17 del CAD, ribadendo l’importanza di una corretta attuazione della riforma al fine di compiere decisivi passi avanti verso la “crescita digitale dell’Italia” e la “trasformazione digitale della pubblica amministrazione”.