Il profilo Facebook rientra nell’eredità: la sentenza della Corte Tedesca

Avv. Vincenzo Colarocco

La Corte di giustizia federale tedesca ha stabilito che Facebook deve fornire ai genitori dell’utente deceduto i dati d’accesso all’account di questo. La Corte si è pronunciata sul caso di una ragazza scomparsa nel 2012: secondo i giudici di Karlsruhe, l’account Facebook dev’essere considerato parte dell’eredità e, pertanto, non potrà ricevere un trattamento differenziato rispetto ad altri contenuti digitali. Dopo la tragica scomparsa della quindicenne, finita sotto un treno, i genitori chiesero al social network di aver accesso ai dati e ai messaggi della figlia, e tanto anche al fine di tentare di comprendere se si fosse trattato di un incidente, come sperato, o del suo suicidio. Se il tribunale di primo grado di Berlino ha dato ragione ai genitori, stabilendo che il contratto di utenza di Facebook è da intendere coperto dalla legge sull’eredità, nel 2017 la Corte d’appello ha invece ritenuto che “la privacy nelle telecomunicazioni è garantita dalla legge fondamentale”, ovvero dalla Costituzione tedesca. La Corte di giustizia federale ha invece affermato che  “il contratto che riguarda l’account di un utente con un social network è trasferito agli eredi del detentore originario dell’account” e dunque gli eredi “hanno diritto a rivendicare dall’operatore l’accesso all’account, compresi i dati della comunicazione”. Tale pronuncia si rappresenta storica: prima di adesso, infatti, in caso di scomparsa dell’utente, gli eredi avrebbero potuto trasformare la pagina in un memorial o in alternativa chiedere a Facebook di cancellare l’account.