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Fallimento e ipoteca

In caso di fallimento del terzo datore di ipoteca, il creditore ipotecario non deve essere ammesso al passivo.

Nel dettaglio, nell’ipotesi in cui l’imprenditore sia stato dichiarato fallito dopo aver prestato garanzia a vantaggio del creditore non proprio, il creditore titolare di un diritto di ipoteca sui beni immobili compresi nel fallimento (beni costituiti in garanzia dei crediti vantati verso debitori diversi dal fallito) non può avvalersi del procedimento di verificazione dello stato passivo, in quanto detto procedimento non sottopone a concorso la posizione soggettiva del terzo, che non è creditore diretto del fallito.

Per la realizzazione del proprio diritto di credito in sede esecutiva il creditore ipotecario deve avvalersi della procedura di espropriazione contro il terzo proprietario.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 2540/2016 dello scorso 9 febbraio.

Trasferimento di sede all’ estero e fallimento

Spetta al Giudice italiano l’accertamento della giurisdizione sull’istanza di fallimento presentata nei confronti di una società di capitali costituita in Italia e che abbia trasferito la sede legale all’ estero successivamente all’emersione dello stato di crisi e nell’ anno precedente alla dichiarazione di fallimento.

Ciò nell’ipotesi in cui il trasferimento di sede legale non sia accompagnato anche dal trasferimento “dell’effettivo esercizio di un’attività imprenditoriale e del centro dell’attività direttiva e amministrativa“.

Lo hanno deciso con la sentenza n. 3059 del 17.2.2016 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione.