Costituito il nuovo dipartimento Protezione dei dati personali, Compliance e Sicurezza Informatica

Legalcommunity.it – Previti avvia il dipartimento protezione dei dati personali, compliance e sicurezza informatica

Radiocor – Presso lo studio Previti Associazione Professionale nasce il nuovo dipartimento protezione dei dati personali, compliance e sicurezza informatica

Toplegal.it – Previti costituisce il dipartimento di protezione dati

Diritto24 – Studio Previti: costituito il nuovo dipartimento protezione dei dati personali, compliance e sicurezza informatica

Economy Magazine – Studio Previti: costituito il dipartimento protezione dei dati personali

Italia Oggi

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Vademecum pratico operativo sul nuovo Regolamento Europeo sulla tutela del dato

20.2.2018 e 6.3.2018 – Sala Conferenze “Eligio Gualdoni” Palazzo di Giustizia, Milano

Corso di formazione ed aggiornamento professionale per Avvocati

Docenti:
Maria Grazia Monegat – Avvocato, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Milano
Vincenzo Colarocco – Avvocato, Capo Dipartimento protezione dei dati personali, compliance e sicurezza informatica
Giovanna Raffaella Stumpo – Avvocato, Esperta di discipline strumentali all’esercizio della professione forense

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L’affidamento dei figli minori nei procedimenti di famiglia

17.1.2018 – Aula Avvocati, Palazzo di Giustizia – Piazza Cavour, Roma.

L’evento si terrà dalle 12.30 alle 14.30 ed è possibile accreditarsi tramite questo link.

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L’offerta di programmi registrati su cloud è soggetta al diritto d’autore

Da Il Sole 24 Ore del 29.11.2017

La messa a disposizione di copie di programmi televisivi registrati su cloud dev’essere autorizzata dal titolare dei diritti d’autore o dei diritti connessi, tale servizio costituisce, infatti, una ritrasmissione dei programmi interessati.

La Vcast è una società di diritto britannico che mette a disposizione dei propri clienti, su Internet, un sistema di videoregistrazione da remoto delle emissioni di operatori televisivi italiani trasmesse per via terrestre, tra cui quelle della Reti televisive italiane (Rti). Il cliente seleziona un’emissione e una fascia oraria.

Successivamente, il sistema gestito dalla Vcast capta il segnale televisivo mediante le proprie antenne e registra la fascia oraria di emissione selezionata in uno spazio di memorizzazione su nuvola informatica (cloud computing), mettendo così a disposizione del cliente, attraverso Internet, la copia delle emissioni radiodiffuse.

La Vcast ha chiesto al Tribunale ordinario di Torino di accertare la liceità delle proprie attività. Essa invoca, a riguardo, l’eccezione di copia privata, secondo la quale l’autorizzazione del titolare del diritto d’autore o dei diritti connessi non è necessaria per le riproduzioni, su qualsiasi supporto, effettuate da una persona fisica per uso privato e per fini né direttamente, né indirettamente commerciali, a condizione che i titolari dei diritti ricevano un equo compenso .

A seguito di un ricorso cautelare presentato dalla Rti, il Tribunale di Torino ha provvisoriamente vietato alla Vcast di proseguire le attività. In tale contesto, prima di pronunciarsi definitivamente, esso ha deciso di sottoporre alla Corte alcune questioni pregiudiziali, chiedendo, in sostanza, se il servizio della Vcast, fornito senza l’autorizzazione dei titolari dei diritti d’autore o dei diritti connessi, sia conforme alla direttiva sul diritto d’autore.

Con la sua odierna sentenza (sentenza C-265/16), la Corte afferma che il servizio fornito dalla Vcast possiede una doppia funzionalità, consistente nel garantire al contempo la riproduzione e la messa a disposizione delle opere tutelate.

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Il “sistema di gestione privacy” alla luce del GDPR – vademecum per l’avvocato in studio e nella consulenza al cliente

1.12.2017 – Camera di Commercio Sala “du Tillot” – Via Verdi, 2 Parma.

L’evento organizzato da Associazione Forense di Parma ha l’obiettivo principale di fornire una formazione pratico-operativa utile ad orientare l’Avvocato nella conoscenza e nell’inquadramento del vasto quadro del GDPR, per arrivare a realizzare una metodologia efficace di possibile gestione e realizzazione degli strumenti applicabili.

Con il nuovo Regolamento europeo generale sulla protezione dei dati, l’approccio alle problematiche privacy subisce un profondo mutamento. Tutti gli avvocati utilizzano dati personali nella propria attività professionale: dati dei clienti, delle controparti, dei Colleghi, dei fornitori, di terzi. Ciò rende l’avvocato titolare del trattamento con obblighi ben precisi. Chi rispetta la privacy, peraltro, beneficerà di sgravi e semplificazioni, ma chi non sarà adeguato si esporrà a grossi rischi di natura civilistica e penalistica, e ciò rende imprescindibile la conoscenza della normativa in materia di tutela dei dati personali.

La normativa prevede sanzioni fino al 4% del fatturato annuo o, nel caso in cui fosse superiore, fino a 20 milioni di euro.

In quest’ottica, si rende necessaria un’attenta costruzione sia del modello di gestione dei dati, sia del sistema di conservazione degli stessi, per conformarsi alle nuove norme e per poter svolgere correttamente la propria professione.

Ai partecipanti verranno riconosciuti n. 2 crediti formativi in materia obbligatoria di deontologia.

 

RELATORI:

  • Avv. Vincenzo Colarocco – Avvocato specializzato in proprietà intellettuale ed industriale, privacy, Diritto delle Nuove Tecnologie e social&media law, Socio fondatore di Lex Digital, membro del circolo dei Giuristi Telematici, dell’Osservatorio Web e Legalità e del Centro Studi di informatica Giuridica.
  • Avv. Lucio Scudiero – Avvocato specializzato in diritti della protezione dei dati personali e diritto europeo. Svolge attività di consulenza legale e di Data Protection Officer, certificato da Tuv Italia. Direttore esecutivo di Lex Digital.
  • Moderatore avv. Michele Baroc

MODALITA’ DI ISCRIZIONE:

  • Per gli ISCRITTI all’Associazione Forense Parma la partecipazione all’evento è GRATUITA
  • Per i NON iscritti all’Associazione Forense Parma La partecipazione all’evento prevede un versamento di € 25,00 tramite bonifico alle seguenti coordinate bancarie: IBAN: IT 81 T 03015 03200 000003541650 oppure anche in contanti presso la segreteria organizzativa. Iscriversi tramite questo link

“Privacy, Minori e Giornalismo”

15.11.2017 – Università degli Studi di Milano. 

Il seminario formativo ha lo scopo di fornire  un contributo concreto alla professione del giornalista (intesa nel senso più ampio del termine: stampa, radio, tv, social) nell’ambito di una nuova cultura della protezione dei dati personali e della tutela dei diritti della persona, anche alla luce del nuovo Regolamento Europeo (UE) 2016/679. La nuova normativa riserva una particolare attenzione alle operazioni di trattamento relative a dati personali di minori, invocando cautele e protezioni specifiche. Soprattutto gli adolescenti, grandi utilizzatori di web e social network, spesso nemmeno consapevoli dei rischi connessi alla condivisione delle proprie informazioni personali, nella stragrande maggioranza dei casi, ignorano i loro diritti e non si preoccupano che le informazioni che li riguardano siano state acquisite e poi custodite secondo principi di sicurezza e correttezza.

Nel corso dell’incontro verranno affrontate ed esaminate anche le criticità sollevate dal nuovo Regolamento privacy che, nel fissare il limite minimo di prestazione di un valido consenso al trattamento dei dati on line al di sotto della maggiore età, non si preoccupa di offrire strumenti di controllo per garantire un’effettiva tutela.

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Illecito pubblicare abusivamente video di terzi per alimentare il proprio business pubblicitario – Key4biz.it

di Alessandro La Rosa

Con sentenza n. 6944/2017 del 2.11.2017, la Corte di Appello di Roma –Sezione PI- ha integralmente rigettato l’appello proposto da Gruppo Editoriale L’Espresso s.p.a. contro la sentenza del Tribunale delle Imprese di Roma (sentenza n. 18413/2016 del 5 ottobre 2016, già commentata qui) con cui erano state integralmente accolte le domande inibitorie (Euro 1.000,00 per ogni futura violazione) e risarcitorie (per circa Euro 250.000,00) di Reti Televisive Italiane s.p.a. (“RTI”, società del Gruppo Mediaset).

In particolare, la Corte di Appello di Roma ha stabilito che un’attività consistente nell’uso non autorizzato di prodotti televisivi di terzi, finalizzata ad alimentare il proprio business pubblicitario e del tutto scollegata da attività strettamente giornalistica, integra gli estremi della concorrenza sleale parassitaria che erode la fetta di inserzionisti potenzialmente interessati alla vendita di spazi pubblicitari collegati ai video del rightholder (“In tema di concorrenza sleale, presupposto indefettibile è dunque la comunanza della clientela, la cui sussistenza va verificata anche in una prospetti va potenziale, considerando se l’attività, nella sua dinamicità naturale, consenta di configurare l ‘esito del mercato fisiologico e prevedibile, sia sul piano temporale che geografico (Cass. 14/22332). Nel caso in esame, è indubbio che tale comunanza di clientela vada parametrata non già sul numero di “spettatori” dei rispettivi canali (televisivi o telematici), quanto piuttosto sulla fetta di inserzionisti potenzialmente interessati alla vendita di spazi pubblicitari collegati ai video pubblicati”).

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GDPR 2016/679: la UE cambia la privacy

18 Ottobre 2017 (14:30 / 17:30) – Unione Confcommercio Milano, Corso Venezia 47, Sala Turismo.

A distanza di quasi vent’anni dall’entrata in vigore della prima legge italiana in materia di privacy, lo scorso 4 maggio 2016 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Europea il Regolamento UE n. 2016/679: GDPR – General Data Protection Regulation, che vedrà la sua totale applicazione a partire dal 25 maggio 2018 e che è obbligatorio nei suoi elementi e direttamente applicabile a tutti gli Stati membri.

Il GDPR 2016/679 interessa aziende di ogni ordine e grado, enti pubblici e altri individui che debbano gestire, conservare, trasferire o trattare dati personali. Esso si applica anche qualora il trattamento dei dati personali di cittadini UE venga effettuato in Stati extra-UE e contiene inoltre alcuni rischi di tipo penale che interessano i titolari del trattamento dei dati ed i responsabili aziendali, oltre a sanzioni amministrative che possono raggiungere anche 20 milioni di euro!

Assofranchising, in collaborazione con Risk Solver, organizza un convegno per illustrare il GDPR e l’impatto che esso avrà sulle aziende europee a poco più di 6 mesi dall’entrata in vigore del Regolamento.

La partecipazione è gratuita previa registrazione obbligatoria a questo link.

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