Via libera alle body cam sui treni. Le direttive del Garante per il rispetto alla privacy di chi è filmato

Dato l’esponenziale aumento di aggressioni, furti e atti vandalici negli ultimi anni, il Garante, con provvedimento n. 362 del 22 maggio 2018, ha concesso ad una società di trasporto pubblico ferroviario di dotare i propri addetti alla sicurezza e capitreno di body cam (videocamere indossabili), con la prospettiva di contrastare i suddetti fenomeni. A tal fine però, l’esigenza di ordine pubblico dovrà necessariamente conciliarsi con la tutela della riservatezza delle persone riprese.

Per questo motivo l’Autorità ha tracciato delle linee guida entro le quali la società dovrà operare. Innanzitutto, il Garante ha previsto una serie di cautele a salvaguardia di utenti e dipendenti: infatti, le body cam non saranno accese durante tutta la durata del servizio, ma potranno essere attivate all’occorrenza dai capitreno o dagli addetti alla sicurezza, più propriamente, qualora ci si dovesse trovare in presenza di un concreto pericolo.

L’attivazione dei dispositivi sarà evidenziata mediante l’accensione di un led rosso. Una volta attivati, questi trasmetteranno le immagini alla sala operativa. Il soggetto che effettuerà le riprese non potrà in alcun modo manometterle, cancellarle o duplicarle. Soltanto una volta attestato che le immagini si riferiscono a fatti realmente pericolosi, potrà essere disposta la loro estrazione; ciò, comunque, ad opera di soggetti autorizzati all’accesso. Inoltre, questo tipo di attività dovrà essere tracciata.

Dovranno essere adottate particolari accortezze allorché le riprese implichino soggetti “deboli”, come ad esempio vittime, minori o testimoni, o qualora riprendano luoghi con particolari aspettative di riservatezza (ad esempio le toilette).

La presenza del sistema di videosorveglianza a bordo dei treni dovrà essere adeguatamente segnalata agli utenti mediante strumenti di comunicazione che ne descrivano le caratteristiche.