La Corte di Cassazione: per l’invio di newsletter necessario il consenso libero e specifico

Avv. Vincenzo Colarocco

In data 2 luglio 2018, la Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata sul trattamento di dati personali effettuato per finalità di invio di newsletter, largamente diffuso soprattutto con riferimento al web.

La vicenda prende le mosse nel 2014, a seguito della sanzione inflitta dal Garante Privacy nei confronti di una società specializzata nell’advertising su internet, per illecito trattamento di dati  personali per finalità promozionali in assenza di consenso «libero e specifico» degli interessati. In particolare, tale società richiedeva all’utente di fornire il proprio consenso previa lettura, su una diversa pagina web, di una generica informativa sul trattamento dei dati «per l’invio di comunicazioni promozionali nonché informazioni commerciali da parte di terzi».

Proposta l’opposizione, il Tribunale di Arezzo la accoglieva, ritenendo non sussistenti gli ulteriori adempimenti specificati e richiesti dall’Authority.

A seguito del ricorso del Garante, la Suprema Corte ha ribaltato l’interpretazione del giudice di merito precisando che, perché il consenso possa considerarsi liberamente prestato, l’interessato deve sempre essere con certezza posto in condizione di raffigurarsi, in maniera inequivocabile, gli effetti del consenso prestato al trattamento dei suoi dati, con la conseguenza, da un lato, che in caso di plurime finalità lo stesso dovrà essere differenziato per ciascuna delle stesse, dall’altro, che il consenso sarà da considerarsi carente ogniqualvolta l’informativa venga resa in altra pagina web e non possa esserne accertata la presa visione da parte dell’utente.