Caso Cambridge Analytica: prima multa a Facebook ad opera dell’I.C.O.

Avv. Vincenzo Colarocco

L’Information Commissioner’s Office (I.C.O.), authority britannica sulla privacy, ha irrogato nei confronti di Facebook una multa da 500.000 sterline per lo scandalo di Cambridge Analytica, la prima per la compagnia pioniera nel settore dei social media a seguito della violazione dei dati di 87 milioni di utenti.

Stando a quanto contenuto nel Notice of Intent emesso dall’I.C.O., Facebook ha violato la legge non tutelando gli utenti e le è stata per questo inflitta la massima sanzione prevista nel Regno Unito per questo genere di infrazioni. L’I.C.O., che generalmente non diffonde le sue risultanze al pubblico, ha annunciato la sua decisione, dichiarando di avere agito al fine di sollecitare l’interesse dell’opinione pubblica, troppo poco informata circa un argomento di preminente importanza.

Alla base della decisione ci sarebbe la violazione di due principi del  Data Protection Act del 1998: Facebook, operando come data controller, avrebbe elaborato i dati personali in modo scorretto, in violazione del primo principio di protezione dei dati di cui al programma 1 del DPA; inoltre la Società non è riuscita a prendere misure tecniche e organizzative appropriate contro il non autorizzato o illegale trattamento di dati personali, in violazione del settimo principio di protezione dei dati riportati nell’allegato 1 al DPA.

Il Commissario ritiene che Facebook sapesse o avrebbe dovuto ragionevolmente sapere che vi era il rischio che la violazione (i) si sarebbe  verificata, e (ii) sarebbe potuta essere di natura tale da provocare un disagio sostanziale.

Dal canto suo, Facebook, in una nota redatta dalla responsabile della privacy Erin Egan, ha ammesso che avrebbe dovuto “fare di più per indagare sulle richieste di Cambridge Analytica e agire nel 2015“, rimarcando l’impegno e la collaborazione usate nel lavoro svolto di fianco l’I.C.O. nell’ambito dell’indagine su Cambridge Analytica che ha portato alla decisione in esame.