Telemarketing: il Garante dopo Telecom blocca anche Vodafone

Avv. Vincenzo Colarocco

Il Garante Privacy, dopo il caso Telecom e nella piena rivoluzione del telemarketing, con il provvedimento n. 140 dell’8 marzo 2018 emesso nei confronti della compagnia telefonica Vodafone -con riferimento alle modalità di acquisizione del consenso degli interessati al trattamento per finalità di marketing nei propri sistemi- ha rilevato che i dati personali raccolti non possono essere utilizzati per finalità promozionali in assenza di un consenso liberamente manifestato.

Il Garante ha infatti, ribadito che ogni qual volta il consenso degli interessati finalizzato allo svolgimento di attività di marketing viene acquisito, in fase precontrattuale o nel corso dell’esecuzione del contratto, senza assicurare la libertà di scelta da parte dell’interessato, senza cioè che il consenso sia liberamente e specificamente espresso, il conseguente trattamento è illecito.

Nel corso delle indagini l’Autorità competente ha scoperto che in diciotto mesi sono state effettuate “fino a 2 milioni di telefonate promozionali e inviati circa 22 milioni di sms”.  Infatti, con una pluralità di segnalazioni è stata lamentata al Garante l’effettuazione di telefonate con operatore e la ricezione di sms indesiderati a contenuto promozionale nell’interesse di Vodafone. In particolare, “i segnalanti hanno lamentato di essere stati contattati telefonicamente o via sms nonostante non avessero manifestato il proprio consenso all’utilizzo della propria utenza per finalità promozionali in sede di conclusione del contratto ovvero successivamente all’opposizione manifestata direttamente alla Società o ad operatori di call center che effettuano chiamate promozionali nell’interesse della stessa”.

Vodafone dovrà ridefinire le proprie procedure interne nella gestione dei dati utilizzati per le campagne promozionali e dovrà in fase precontrattuale o nel corso dell’esecuzione del contratto, assicurare la libertà di scelta da parte dell’interessato.

Nel frattempo il Garante contesterà con un autonomo procedimento le sanzioni previste per le violazioni accertate.