Diritto all’oblio e ambito di applicazione territoriale

Avv. Flaviano Sanzari

Con un importante e recente provvedimento, il Garante Privacy italiano ha aperto nuovi scenari in merito all’ambito di applicazione territoriale del diritto all’oblio, fornendo ulteriori delucidazioni interpretative dei noti principi di diritto espressi dalla sentenza “Google Spain” resa dalla Corte di Giustizia Europea.

Nel caso di specie, il Garante ha accolto il ricorso presentato da un cittadino italiano, residente all’estero, il quale richiedeva la rimozione, dalla lista dei risultati europei ed extraeuropei del motore di ricerca di “Google”, di n. 26 URL che conducevano a commenti e brevi articoli anonimi gravemente offensivi e lesivi della propria dignità e reputazione.

La difesa della resistente, oppostasi alla suindicata richiesta di rimozione ‘globale’, verteva sull’asserita evidenza che le azioni volte alla tutela dei dati personali godrebbero, in base alle disposizioni della Direttiva 95/46/CE, di un ambito di applicazione limitato al solo territorio comunitario.

Nel decidere a favore della deindicizzazione, il Garante ha ritenuto che la “perdurante reperibilità” sul web di contenuti non corretti e inesatti avesse un impatto “sproporzionatamente negativo” sulla sfera privata del ricorrente, ciò anche nell’ottica del necessario bilanciamento tra diritti dell’interessato e diritto all’informazione, di cui alla nota sentenza “Google Spain” e alla successive Linee Guida del WP29.

In più, “al fine di rendere effettiva la tutela assicurata al ricorrente nel caso di specie, tenuto conto anche che quest’ultimo ha dichiarato di risiedere al di fuori dell’Unione europea”, il Garante, pienamente applicando il principio di effettività posto alla base del diritto dell’Unione Europea, ha ordinato a Google di estendere la rimozione dei contenuti contestati anche alle versioni extraeuropee del motore di ricerca.