Organo di controllo per 175.000 s.r.l.

Il disegno di legge delega “per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza”, approvato ai primi di ottobre dal Senato, estenderà a – potenzialmente – 175mila s.r.l. l’obbligo di dotarsi di un organo di controllo o di un revisore. L’art. 14 prevede infatti, assieme ad alcune modifiche al codice civile, una sensibile riduzione dei requisiti dimensionali al superamento dei quali scatta per la società l’obbligo di nomina di un sindaco/collegio sindacale o di un revisore. Le nuove soglie passeranno dagli attuali 4,4 milioni per l’attivo dello stato patrimoniale e 8,8 milioni per i ricavi a 2 milioni per entrambi i casi. Questo, inoltre, non è l’unico requisito; l’obbligo scatterà anche allorché nella società vi siano più di 10 dipendenti occupati in media durante l’esercizio (attualmente devono essere almeno 50). I due criteri sono da intendersi in via alternativa dal momento che diversamente da quanto oggi stabilito dall’art. 2435-bis c.c. l’obbligo dell’organo di controllo scatterà al superamento anche di una sola di queste soglie per due esercizi consecutivi. Il mancato rispetto da parte della s.r.l. di tale obbligo, comporta la nomina d’ufficio dell’organo di controllo (o del revisore) da parte del Tribunale competente su segnalazione del Registro delle Imprese o su richiesta di qualsiasi soggetto interessato.

L’obbligo di avere un organo di controllo cessa nel caso in cui la s.r.l. rimanesse al di sotto dei predetti parametri per tre esercizi sociali consecutivi.