Diffamazione, reato solo se l’offeso è individuabile

Il reato di diffamazione a mezzo stampa è configurabile solo se – travalicati i limiti di verità, pertinenza e continenza, il destinatario dell’offesa sia individuabile con certezza, anche in relazione al contesto in cui la notizia è inserita. A fronte di una generica accusa denigratoria, invece, sono irrilevanti intuizioni o soggettive congetture di chi, per sua scienza diretta, può essere consapevole di poter essere uno dei destinatari. La Corte d’Appello di Roma, 3° sez. penale, con sentenza n. 2833/2017 ha così assolto così un giornalista accusato di aver diffamato un funzionario di un’università coinvolta in uno scandalo sui test di ammissione.