Antitrust: Influencer marketing? Serve trasparenza

Il fenomeno del marketing nascosto è alimentato dall’influencer – personaggio appartenente al mondo online – che diffondendo su blog, vlog e social network determinati brand, instaura così una relazione con followers-consumatori, generando un effetto pubblicitario, senza palesare nella comunicazione tale finalità.

Al fine di reprimere questo tipo di manifestazione l’Antitrust, insieme al Nucleo speciale della Guardia di Finanza, ha spedito lettere di moral suasion ad alcuni dei principali influencer italiani e alle società titolari dei marchi: in particolare, ha richiesto che gli operatori fornissero indicazioni in grado di svelare la natura del messaggio “laddove esso derivi da un rapporto di committenza e abbia una finalità commerciale, ancorché basato sulla fornitura gratuita di prodotti”.
Sul punto, ha posto il divieto di pubblicità occulta, dandogli portata generale, e stabilendo che quest’ultimo dovrà essere applicato anche con riferimento alle comunicazioni diffuse tramite i social network, non potendo gli influencer lasciar credere di agire in modo spontaneo e disinteressato se, in realtà, stanno promuovendo un brand.

L’Antitrust ha ricordato che affinché la pubblicità venga riconosciuta come tale, conditio sine qua non sarà l’inserimento di diciture (come ad esempio, #pubblicità, #sponsorizzato, #advertising #inserzioneapagamento) alle quali dovrà seguire il nome del marchio che si intende promuovere.