Privacy: aumenta la distanza tra Europa e USA

Il Senato e la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti d’America hanno cancellato la norma votata durante il mandato di Obama che avrebbe impedito agli internet provider di vendere e trattare i dati personali dei loro clienti senza autorizzazione esplicita e che sarebbe entrata in vigore a dicembre. Dunque, i fornitori di connettività americani potranno conoscere, trattare e cedere a terzi tutti i dati personali e sensibili (acquisti, viaggi, siti consultati, carte di credito utilizzate, dati finanziari, dati sanitari) del proprio cliente senza il consenso di questi. Ciò in Europa – anche alla luce del recente Regolamento- non è possibile, in quanto è sempre necessario il preventivo consenso dell’utente per il trattamento dei dati personali e sensibili: ancora una volta il territorio americano si mostra ‘non safe’ per la privacy. Anche il Garante della Protezione dei dati personali esprime preoccupazione in merito alla tenuta del Privacy Shield -appena concluso dopo una faticosa mediazione a seguito dell’annullamento del Safe Harbour da parte della Corte di giustizia – sul trasferimento negli Usa dei dati dei cittadini europei.