Responsabilità dell’amministratore per “negligente gestione del capitale umano”

Avv. Francesca Frezza

Il Tribunale di Milano con sentenza dell’11 ottobre 2016 n. 2825, nell’ambito di un procedimento ex art. 2409 c.c. attivato da un socio di minoranza di un S.p.A., ha rilevato la responsabilità per mala gestio dell’organo amministrativo ritenendo legittima la revoca degli amministratori per “negligente gestione del capitale umano”.

Il magistrato milanese, nel ritenere legittima la revoca dell’organo amministrativo, ha attribuito particolare rilevanza ad una serie di elementi che hanno evidenziato una negligente condotta dell’organo gestorio tale da determinare una “dispersione del capitale umano” e una “imponente “emorragia” del personale”.

In particolare:

  • il numero dei dipendenti era passato da 209 unità presenti nel 2012 a 165 unità nel 2015;
  • non si era provveduto a sostituire con altro personale alcune posizioni vacanti, peraltro, strategiche;
  • erano state affidate ad un solo dipendente mansioni prima affidate ad un gruppo di persone;
  • i dipendenti erano stati assegnati a ruoli incompatibili rispetto alla loro professionalità;
  • i rapporti tra azienda e personale erano caratterizzati da un clima di costante tensione;
  • il personale lamentava di aver subito in più occasioni demansionamenti, dequalificazioni e addirittura maltrattamenti ed ingiurie;
  • il contenzioso lavoristico evidenziava la ricorrenza di controversie riguardanti contestazioni disciplinari irrogate con riferimento ad assenze per malattia;
  • i dipendenti erano stati “costretti” a sottoscrivere accordi informali che prevedevano prestazioni di lavoro al di fuori degli orari contrattuali;

Il Tribunale precisa che, pur dovendosi seguire il principio di insindacabilità nel merito delle scelte gestorie in quanto tali, le stesse devono comunque essere ricondotte nel generale dovere di svolgimento dei compiti gestori “con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico”, così da evitarsi condotte che, nel loro insieme, portino alla dispersione dei valori aziendali e risultino prive di ragionevolezza strategica, determinando, in sostanza, un declino dell’intero ente.

Tale sentenza risulta particolarmente significativa in quanto il Tribunale ha attribuito una responsabilità agli amministratori nell’ambito delle scelte dagli stessi effettuate nella negligente gestione del personale, inteso come valore aziendale; responsabilità che non è stata determinata per il solo fatto di aver irrogato dei licenziamenti, ma per aver posto in essere scelte gestionali che complessivamente hanno evidenziato una “negligente irragionevolezza dell’organo gestorio nelle relazioni con il cd capitale umano dell’azienda”.