Credito d’imposta al 50% per la ricerca & sviluppo

La Legge di Bilancio 2017 ha ampliato l’ambito applicativo del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo. Prima di tutto, il beneficio è stato prorogato di un anno (fino al 31 dicembre 2020) ed innalzato dal 25 al 50% per tutti gli investimenti in attività di R&S con spesa superiore a 30 mila euro, senza più distinzioni di ordine qualitativo. Inoltre, il limite massimo annuale per ciascun beneficiario è stato portato a 20 milioni (contro i 5 milioni precedenti).

Anche le spese ammissibili sono state ampliate ed includono in generale i costi sostenuti per l’assunzione di personale qualificato, impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo (è stato eliminato il requisito relativo alla titolarità di un dottorato di ricerca da parte dei neoassunti, sostituito da un generico riferimento a “personale impiegato nelle predette attività ricerca e sviluppo”).

In assenza di previsioni contrarie, il credito d’imposta può essere cumulato con gli altri incentivi previsti dalla legge nel caso in cui, ad esempio, tra le spese in ricerca e sviluppo vi fosse anche l’acquisto di beni strumentali idonei a beneficiare dei super- o degli iper-ammortamenti o nel caso di start up e PMI innovative ci fossero dipendenti e collaboratori remunerati con piani di Work for Equity.