Nuovi fronti per l’editoria rivolta ai lettori con disabilità visiva

In attesa della ratifica da parte dell’Unione Europea del Trattato di Marrakech “per facilitare l’accesso ai testi pubblicati alle persone cieche, con incapacità visive o altre difficoltà ad accedere al testo stampato”, gli editori italiani hanno iniziato a predisporre piani attuativi delle disposizioni del trattato per raggiungere gli obiettivi di inclusione e di pari opportunità delle persone con disabilità visive. Nel rafforzare le forme di collaborazione con L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI), l’Associazione italiana editori (AIE) ha definito una serie di accordi, tra cui quello per la produzione delle versioni accessibili di libri da parte della Biblioteca per i Ciechi Regina Margherita di Monza, con l’impegno di una produzione annua di 100 novità e best seller in versione Braille per il prestito bibliotecario. AIE e UICI hanno siglato inoltre, un Memorandum d’intesa sui principi per l’attuazione del Trattato di Marrakech e dell’Accessibility Act europeo.

Il Trattato, infatti, introduce una generale eccezione al diritto d’autore giustificata dalla necessità di permettere ai non vedenti l’accesso alle opere letterarie, (in audio, Braille, con caratteri ingranditi o in versione elettronica). Secondo la European Blind Union, l’organizzazione che rappresenta i non vedenti europei, per i 285 milioni di ciechi in tutto il mondo, solo il 5% dei libri che vengono pubblicati è oggi disponibile in versione loro accessibile, percentuali che necessitano di un netto superamento.