Assegno senza provvista

Sussiste l’obbligo del trattario di comunicare anche al delegato di traenza, che abbia emesso l’assegno, il preavviso con il quale si informa che, decorso il termine di sessanta giorni dalla data di scadenza della presentazione del titolo senza che abbia fornito la prova dell’avvenuto pagamento del titolo – oltre interessi, penale e ed eventuali spese per il protesto o per la constatazione equivalente – il suo nominativo sarà iscritto nell’Archivio della Centrale d’Allarme Interbancaria e che dalla stessa data gli sarà revocata ogni autorizzazione ad emettere assegni.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con sentenza n. 24724/16, depositata il 2 dicembre u.s..

Gli Ermellini hanno statuito che, nel caso della delega ad emettere assegni, un’interpretazione del dettato normativo che escludesse la necessità di dare la comunicazione prescritta anche a colui che è autorizzato ad emettere assegni e sia stato in concreto il soggetto che ha emesso l’assegno in questione, risulterebbe non conforme al dettato costituzionale, non ponendo concretamente il soggetto in questione nelle condizioni di conoscere che si sta maturando il termine per l’integrazione di tutti i presupposti necessari per dar luogo nei suoi confronti ad una sanzione amministrativa, anche di un certo rilievo.

Da qui, dunque, l’illegittimità costituzionale della L. 15 dicembre 1990, n. 386, art. 9 bis, per violazione dell’art. 3 Cost., sotto un duplice profilo: il primo perchè “lasciare alla diligenza del correntista l’eventuale comunicazione circa detta facoltà inserita nel preavviso di revoca pare violare il principio di uguaglianza”; il secondo perché “anche a voler negare detta equiparazione di posizioni, la mancata comunicazione del preavviso al delegato di traenza appare del tutto irragionevole dal momento che, oltre ad essere esposto alle sanzioni di legge e ad avere, quindi, un interesse proprio nella vicenda, pare anche il soggetto cui il delegante dovrebbe attribuire la responsabilità dell’accaduto a causa dell’emissione di un assegno privo di provvista e, tra l’altro, senza l’indicazione su di esso della qualità di delegato”.