Cina: il legislatore dichiara guerra alla concorrenza sleale

Tutele più efficienti nella protezione dei trade secrets aziendali, implementazione delle politiche di e-governance e norme più severe contro i fenomeni di corruzione commerciale. Queste, in sintesi, sono le aree su cui si concentra la bozza del nuovo intervento legislativo emanata il 23 Novembre 2016 dal Comitato Esecutivo del Consiglio di Stato, al fine di rafforzare le leggi contro la concorrenza sleale nel territorio nazionale. Il progetto di legge, che si inquadra nelle nuove policy del Governo Cinese dirette a favorire gli investimenti stranieri attraverso la creazione di un mercato imperniato su sicurezza ed efficienza, fornirà una solida base giuridica per la protezione degli interessi delle imprese e, conseguentemente, per la tutela dei diritti dei consumatori. Una maggiore lealtà concorrenziale permetterà al mercato di svolgere un ruolo determinante nella distribuzione delle risorse e nella crescita economica delle aziende operanti in Cina, il tutto sulla base di nuove regole di mercato che si discostano da quelle che attualmente appaiono ancora piuttosto squilibrate. La nuova legge dovrebbe sortire effetti positivi anche sul fenomeno di portata globale dell’e-commerce cinese impattando, pertanto, non solo sui canali informatici domestici ma, anche, su quelli di scala internazionale. Ne consegue un diretto coinvolgimento delle aziende italiane che operano in Cina attraverso i canali di distribuzione del web, diminuendo esponenzialmente l’esposizione a rischi di concorrenza sleale ed ai conseguenti danni, troppe volte difficilmente minimizzabili e raramente risarcibili.