Stretta sui voucher per lavoro accessorio

Il 17 ottobre 2016 è stata emanata circolare n. 1 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, costituito a seguito della previsione normativa contenuta nel d.lgs. 149/2015 che ha fornito indicazioni operative per adempiere ai nuovi obblighi di legge.

La Circolare viene emessa sulla scorta delle linee guida del Decreto legislativo n. 185 del 24 settembre 2016, correttivo del Jobs Act, che, nel disporre la tracciabilità dei voucher,  ha introdotto nuovi obblighi di comunicazione per chi li utilizza per retribuire prestazioni di lavoro accessorio.

Il decreto legislativo n. 185/2016 ha introdotto alcune disposizioni che integrano e modificano, fra l’altro, il c.d. codice dei contratti di cui al D.Lgs. n. 81/2015.

In particolare, il nuovo art. 49, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2015 stabilisce che “i committenti imprenditori non agricoli o professionisti che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio sono tenuti, almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione, a comunicare alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro, mediante sms o posta elettronica, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, indicando, altresì, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione. I committenti imprenditori agricoli sono tenuti a comunicare, nello stesso termine e con le stesse modalità di cui al primo periodo, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 3 giorni”.

La violazione dell’obbligo di comunicazione comporta l’applicazione della “sanzione amministrativa da euro 400 ad euro 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione”.

Resta in ogni caso fermo l’obbligo di inviare la dichiarazione di inizio attività da parte del committente già prevista nei confronti dell’INPS, la cui assenza unitamente alla mancata comunicazione di cui sopra, comporterà l’applicazione della cd “maxisanzione” prevista in caso di accertamenti di rapporti di lavoro non regolarizzati.