No a vecchie storie sui vip riciclate dai giornali: l’oblio prevale sulla cronaca

La pretesa di non veder rievocate vicende passate incontra il limite del diritto alla comunicazione solo se c’è ancora un interesse effettivo alla diffusione, altrimenti è un’illecita lesione della riservatezza.

È quanto affermato anche nella recente sentenza n. 39452/16, pubblicata lo scorso 22 settembre dalla sesta sezione penale della Corte di Cassazione, che contiene importanti principi in materia di diritto all’informazione e alla privacy, con particolare riferimento al diritto all’oblio. A tal proposito, la Cassazione ha ribadito che il decorso del tempo può attenuare l’attualità della notizia e far scemare, al tempo stesso, anche l’interesse pubblico all’informazione. In altre parole, vecchie storie su personaggi pubblici possono essere riproposte solo se risultano correlate in modo diretto con vicende attuali, altrimenti il collegamento risulta improprio, in quanto va tutelato il diritto della persona, anche quella con ruolo pubblico, a non restare esposta in modo indeterminato ai danni ulteriori che arreca al suo onore e alla sua reputazione la reiterata pubblicazione di una notizia che pure in passato era stata legittimamente pubblicata.